Settore trasporti in difficoltà, dal Governo serve strategia politica di lungo raggio

“Di fronte all’ennesimo decreto energia dell’ultimo minuto, il giudizio di Legacoop Romagna sulla politica del Governo in materia non può che rimanere sostanzialmente negativo”. Così interviene l’associazione dopo le recenti misure adottate dall’esecutivo.
“Siamo in piena crisi energetica, una situazione complessa che si dovrebbe avere il coraggio di riconoscere come strutturale. L’Italia annaspa, rincorrendo soluzioni emergenziali e provvedimenti tampone che, di fatto, non sollevano né i cittadini, né le imprese – insiste Legacoop –. In questo complesso 2026 ci siamo anche dovuti abituare a decreti che durano da due a sette giorni, riducendo le accise, ma sostanzialmente senza effetto reale sul costo alle stazioni di servizio”.
“Da maggio ad oggi la benzina è cresciuta del 5%, evidenziando un trend che non si ferma. Ancor peggio il gasolio, che resta saldamente sopra i 2 euro al litro, con picchi anche molto superiori. A farne le spese, innanzitutto, le cooperative di trasporti e logistica che movimentano in Italia l’80% delle merci, costituendo di fatto, il motore insostituibile della quotidianità delle famiglie e delle imprese”, prosegue la nota.
“Da mesi è all’ordine del giorno il finanziamento del credito di imposta per la riduzione del costo carburante sulle imprese. Le risposte arrivate sono importanti, in parte continuative, ma, di certo, non sufficienti per garantire la tenuta e la sostenibilità di un settore che, solo guardando alle cooperative romagnole associate, conta 25 aziende, 1.100 soci, 1.500 dipendenti e un fatturato di oltre 32 milioni”, spiega l’associazione. Gli effetti starebbero ora investendo diverse filiere, impattando duramente sulla loro tenuta. “Gli aumenti riguardano anche gas ed energia, interessando la manifattura e l’industria, in particolare in questo periodo dell’anno, alle porte del prossimo inverno. La situazione geopolitica, del resto, non sembra sul punto di rasserenarsi, né di determinare una svolta vera e duratura nelle tensioni internazionali, che tanto impatto hanno sul caro energia”.
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