s’indaga sui boss della droga del litorale romano
Un’escalation intimidatoria avviata in primavera con una carica esplosiva artigianale e proseguita, sotto la luce del sole, con un colpo di pistola diretto contro la vetrina commerciale.
Nonostante l’ora di punta e la presenza costante di passanti e clienti negli esercizi adiacenti, l’agguato non ha lasciato testimoni diretti: nessuno dichiara di aver visto la sequenza dell’attacco né la successiva fuga dell’assalitore.
L’unico resoconto proviene dal proprietario del locale, il quale ha riferito agli investigatori dell’Arma di essere stato impossibilitato a riconoscere l’attentatore a causa dei capi di abbigliamento usati per celarne il volto.
La sequenza dei fatti: dalla lite all’attacco
La ricostruzione analitica degli spostamenti e dei contatti avvenuti nella mattinata rappresenta il punto focale delle indagini dell’Arma dei Carabinieri.
Stando ai riscontri preliminari, verso le ore 12:00 si sarebbe verificato un acceso contenzioso all’interno dell’esercizio tra il titolare e un soggetto allo stato non identificato.
A distanza di trenta minuti dalla conclusione dell’alterco, si è presentato all’esterno dello store un individuo con il viso coperto da uno scaldacollo e da un berretto: Il soggetto ha cercato dapprima di varcare la soglia del locale commerciale.
Di fronte all’impossibilità di entrare, l’uomo ha estratto un’arma da fuoco esplodendo un proiettile a distanza ravvicinata contro il cristallo d’ingresso. Immediatamente dopo l’esplosione, l’attentatore si è dileguato a piedi lungo le arterie adiacenti.
I Carabinieri hanno proceduto ai rilievi e all’acquisizione dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza pubblici e privati della zona per individuare la rotta di fuga.
Il contesto investigativo: spaccio ed eredità degli ex ultrà
Sull’accesso del negozio figura l’immagine di Mr Enrich, simbolo associato alla curva ultrà e alla figura di Fabrizio Piscitelli.
Gli investigatori ipotizzano che l’atto intimidatorio si inserisca nelle dinamiche di contesa per la gestione delle piazze di spaccio nel quadrante tra Ostia, Dragona e Acilia.
I Carabinieri mantengono il massimo riserbo sulle indagini volte a verificare l’eventuale matrice unica tra la bomba carta di maggio e lo sparo di ieri.
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