“I colpevoli sono qui”, Extinction Rebellion attacca la Regione. Marnati: “Sceneggiate inutili”

Blitz notturno di Extinction Rebellion al grattacielo della Regione Piemonte. “Morti, siccità, incendi: i colpevoli sono qui” l’accusa degli ambientalisti rivolta (e proiettata) direttamente sul grattacielo di piazza Piemonte. “Come sempre queste sceneggiate non portano da nessuna parte”, la risposta a stretto giro dell’assessore all’Ambiente Matteo Marnati. “Addossare a una singola amministrazione locale la colpa di dinamiche macroclimatiche globali non è solo irrazionale – si difende – ma svilisce e ridicolizza una battaglia che dovrebbe invece unire tutti”.
Il gruppo ha voluto nuovamente sottolineare le responsabilità dell’amministrazione rispetto alla crisi climatica e in relazione a misure legate all’emergenza idrica e la riduzione delle emissioni. “Torniamo a ricordare – hanno spiegato gli ambientalisti – come il caldo terribile degli ultimi mesi sia la conseguenza devastante della crisi climatica. Negli ultimi anni la Regione ha fatto di tutto per ostacolare ogni misura nazionale e internazionale volta ad affrontare una transizione ecologica rapida e giusta. Il presidente, Alberto Cirio, è stato costretto a dichiarare lo stato di emergenza per gli incendi boschivi e la siccità dopo aver negato la crisi ecoclimatica per anni e aver denigrato la comunità scientifica che, con dati precisi, sollecitava interventi sulla riduzione delle emissioni e la realizzazione di misure di mitigazione e adattamento. Questa giunta, che governa dal 2019, ha la responsabilità di avere prima negato la crisi climatica e poi fatto pressione affinché venissero alleggerite e ritardate norme comunitarie pensate per ridurre le emissioni, come il bando dei motori a combustione interna o la direttiva sull’inquinamento atmosferico. Anche la gestione della crisi idrica portata avanti finora è surreale, con il tentativo, bocciato dalla Corte Costituzionale, di prosciugare i fiumi, già sofferenti, riducendo il minimo flusso vitale”.
Ma Marnati va avanti piccato: “Chi sceglie la via della spettacolarizzazione dimostra, purtroppo, di non avere argomenti nel merito. Le politiche ambientali si valutano sui testi, sulle leggi, sui fondi stanziati e sulla gestione del territorio, ambiti nei quali il confronto costruttivo è sempre ben accetto. Cari ambientalisti avete perso l’ennesima occasione”.
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