Terzo ciclo INDIRE per specializzazione sostegno, cresce l’attesa degli aspiranti

Con l’inizio del nuovo anno scolastico alle porte, si fa sempre più pressante l’attesa dei docenti precari per lo sblocco del terzo ciclo dei percorsi straordinari di specializzazione sul sostegno gestiti da INDIRE. La questione riguarda da vicino centinaia di insegnanti che, pur avendo maturato i requisiti o essendo stati esclusi dai due corsi già conclusi per pure ragioni burocratiche e tecniche, chiedono un riconoscimento formale e la possibilità di completare la propria formazione. Riceviamo e pubblichiamo una lettera della Community Uniti per Indire.
Il tempo stringe e, con l’avvicinarsi dell’inizio del nuovo anno scolastico, cresce l’attesa di centinaia di docenti che attendono risposte definitive sull’avvio del terzo ciclo dei percorsi INDIRE per la specializzazione sul sostegno.
Una partita particolarmente delicata per gli insegnanti rimasti esclusi dai precedenti percorsi non per una scelta volontaria o tardiva, ma per motivazioni legate a fattori tecnici, temporali e burocratici che, in molti casi, hanno impedito loro di accedere alla formazione. Proprio questa platea è stata indicata tra quelle che potrebbero essere ricomprese nel nuovo ciclo.
L’impegno di Pittoni e il confronto con le istituzioni
A mantenere alta l’attenzione sulla questione è stato Mario Pittoni, Responsabile Nazionale Dipartimento Istruzione Lega, che nei mesi scorsi ha portato il tema del terzo ciclo INDIRE all’attenzione delle istituzioni, sostenendo la necessità di trovare una soluzione per quei docenti che si sono trovati esclusi per circostanze indipendenti dalla propria volontà.
Pittoni ha più volte evidenziato la necessità di valutare concretamente la praticabilità di un terzo ciclo, destinato non soltanto ai docenti che hanno maturato nel 2025/2026 le tre annualità di servizio richieste, ma anche a coloro che erano rimasti fuori dai precedenti percorsi a causa di situazioni tecniche e burocratiche non prevedibili.
L’interlocuzione con le istituzioni competenti, in particolare con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e con gli organismi coinvolti nell’organizzazione dei percorsi, rappresenta quindi un passaggio decisivo. L’obiettivo dei docenti è arrivare quanto prima a un via libera definitivo, evitando che l’incertezza si protragga ulteriormente.
Docenti in attesa: «Non possiamo più perdere tempo»
Per gli insegnanti interessati, infatti, non si tratta soltanto di una questione amministrativa. L’attesa si intreccia direttamente con l’inizio del nuovo anno scolastico. Molti di questi docenti hanno già maturato una significativa esperienza sul campo e, in numerosi casi, hanno garantito per anni la presenza quotidiana accanto agli alunni, costruendo rapporti educativi e didattici con gli studenti e con le loro famiglie.
È proprio la continuità didattica uno degli aspetti maggiormente richiamati dagli insegnanti. L’avvio tempestivo del terzo ciclo consentirebbe infatti di dare una prospettiva concreta a professionisti che hanno già operato nelle scuole e che chiedono semplicemente la possibilità di completare il proprio percorso di specializzazione.
Il rischio, denunciano gli interessati, è che il protrarsi dei tempi finisca per penalizzare non soltanto i docenti, ma anche gli stessi studenti e le loro famiglie, proprio nel momento in cui la scuola si prepara a ripartire.
Il calendario scolastico rende la situazione particolarmente delicata. Con l’avvio delle lezioni ormai imminente, ogni ulteriore ritardo nell’assunzione delle decisioni potrebbe avere ripercussioni sulla programmazione del nuovo anno.
Una soluzione attesa da una platea che chiede certezze
L’ipotesi del terzo ciclo INDIRE nasce anche dall’esigenza di utilizzare il periodo transitorio previsto dalla normativa, che ha esteso fino al 31 dicembre 2026 la possibilità di completare questi percorsi.
Ora, però, i docenti chiedono che alle aperture e alle interlocuzioni seguano decisioni concrete. L’attenzione resta dunque concentrata sulle prossime determinazioni delle istituzioni. Dopo mesi di attesa per gli insegnanti esclusi per motivi tecnici e burocratici, il terzo ciclo non rappresenta soltanto un’opportunità formativa, ma la possibilità di dare finalmente continuità a un percorso professionale già costruito sul campo.
La Community Uniti per INDIRE”
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