chi è davvero la Madre e il legame con Weapons

Una casa, un incontro e qualcosa di terribile nascosto nei sotterranei: con Barbarian, Zach Cregger ha conquistato il pubblico dell’horror. Ma c’è molto da scoprire sul film, compreso un curioso collegamento con Weapons.
Se avete visto Weapons, probabilmente avete già incontrato il nome di Zach Cregger. Prima di raccontare la misteriosa scomparsa dei bambini di Maybrook, però, il regista aveva già lasciato il segno nel cinema horror con Barbarian, il suo sorprendente esordio dietro la macchina da presa. E se conoscete soltanto Weapons, recuperarlo è un’ottima idea: non perché i due film raccontino la stessa storia, ma perché Barbarian contiene già molti degli elementi che hanno reso Cregger uno degli autori più interessanti dell’horror contemporaneo.
Barbarian parte da una situazione quasi banale. Tess (Georgina Campbell) arriva a Detroit per un colloquio di lavoro e raggiunge la casa che ha affittato per la notte. Quando scopre che l’abitazione è stata prenotata anche da Keith (Bill Skarsgård), uno sconosciuto che si trova già lì, la situazione diventa immediatamente poco rassicurante. Ma è soltanto l’inizio: sotto quella casa si nasconde qualcosa di molto più inquietante e Cregger costruisce il film giocando continuamente con le aspettative dello spettatore.
Il risultato è un horror che riesce a passare dal romanticismo alla violenza, dallo humor nero alla paura vera e propria, cambiando prospettiva proprio quando pensiamo di aver capito dove voglia andare a parare. È anche questo uno degli aspetti che accomuna, almeno nello spirito, Barbarian e Weapons: Cregger ama prendere una situazione apparentemente semplice e trasformarla in qualcosa di sempre più imprevedibile.
Barbarian e Weapons sono collegati?
No, almeno non ufficialmente. Barbarian e Weapons sono due storie indipendenti, con personaggi e ambientazioni differenti, e non è necessario aver visto il primo per comprendere il secondo. Esiste però un curioso collegamento che ha fatto discutere i fan. Durante la campagna di marketing di Weapons era stato creato il sito di informazione MaybrookMissing.com, dedicato alla scomparsa dei 17 bambini al centro del film. Tra le notizie presenti sul sito compariva anche un articolo intitolato “Prigione sotterranea scoperta in una casa in affitto”, un riferimento piuttosto evidente agli eventi di Barbarian.
L’articolo parla infatti del quartiere Brightmoor di Detroit, proprio la zona in cui è ambientato Barbarian, mentre Weapons si svolge nella fittizia Maybrook, in Pennsylvania. È difficile pensare che si tratti di una coincidenza, ma il riferimento va considerato soprattutto come un easter egg inserito nella campagna promozionale: non è stato confermato che i due film facciano realmente parte dello stesso universo.
D’altra parte, Cregger ha già dimostrato di divertirsi nel disseminare le proprie storie di dettagli e collegamenti, lasciando allo spettatore il piacere di chiedersi quanto ci sia di casuale e quanto, invece, sia stato studiato appositamente. Al di là di qualsiasi collegamento con Weapons,Barbarian permette di vedere da dove è partito il percorso di un regista che, con il suo secondo horror, ha dimostrato di avere ancora parecchi assi nella manica.
Il finale di Barbarian: chi è davvero la Madre?
Nel finale di Barbarian, Tess e AJ (Justin Long, che recita anche in Weapons) riescono finalmente a uscire dai sotterranei della casa di Detroit, ma il peggio non è ancora passato. A inseguirli c’è la cosiddetta Madre, la gigantesca e mostruosa creatura che vive nei tunnel e che, per tutto il film, abbiamo visto come una presenza minacciosa. La verità sulla sua origine, però, è molto diversa. La Madre è infatti il prodotto di decenni di abusi e incesto perpetrati da Frank, l’anziano proprietario della casa, che per anni ha rapito donne e generato con loro altre vittime, creando una discendenza sempre più deformata. Quella creatura non è nata cattiva: è cresciuta conoscendo una sola idea di famiglia, quella malata e violenta che Frank le ha imposto.
Quando Tess e AJ si rifugiano in una zona abbandonata, l’attore, che per buona parte del film sembra impegnato in un percorso di redenzione, spinge Tess giù da una torre dell’acquedotto e la usa come esca per salvarsi. La Madre si lancia immediatamente dietro di lei e usa il proprio corpo per attutire la caduta, salvandole la vita. La Madre sopravvive alla caduta e, ferita e furiosa, raggiunge AJ e lo uccide spezzandogli la testa. Eppure, dopo aver eliminato AJ, non si accanisce contro Tess. Le si avvicina con sorprendente tenerezza, la accarezza e continua a chiamarla “baby”.
Tess comprende però che non può seguirla nei tunnel. La Madre vuole proteggerla, nutrirla e tenerla con sé, ma lo farebbe contro la sua volontà, riproducendo lo stesso schema di controllo che ha segnato la sua esistenza. Tess prende quindi la pistola di Frank e le spara alla testa. Il film si chiude con la giovane donna che si allontana zoppicando mentre sorge il sole. È una conclusione volutamente ambivalente: la morte della Madre non rappresenta la sconfitta del cattivo. È la fine tragica di una creatura condannata. Perché, a volte, il vero orrore non è la creatura che vive nel buio, ma l’essere umano che l’ha creata.
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