«Vogliamo vedere il progetto prima del via libera»
Il futuro dello stadio Flaminio riaccende la polemica sulla trasparenza amministrativa e sul coinvolgimento della cittadinanza.
Un fronte compatto formato da undici sigle dell’associazionismo romano – tra cui Carteinregola, WWF, Italia Nostra, Openpolis, The Good Lobby e la Fondazione Pierluigi Nervi Project – ha inviato una formale diffida al sindaco Roberto Gualtieri, all’assessore ai Grandi Eventi Alessandro Onorato e ai vertici del Dipartimento Sport di Roma Capitale.
La richiesta è netta: rendere immediatamente consultabile lo Studio di Fattibilità depositato dalla S.S. Lazio per il restyling, il recupero e l’ampliamento del monumentale impianto di viale Tiziano, la cui Conferenza di Servizi Preliminare si è conclusa lo scorso 13 agosto.

Manca il progetto della Lazio: secretati i file del club
Secondo quanto denunciato dai comitati civici, nella sezione dedicata del portale istituzionale di Roma Capitale figurano unicamente i verbali e i pareri espressi dalle varie amministrazioni competenti, unitamente alle osservazioni inviate dai cittadini.
Al contrario, risultano del tutto inaccessibili gli elaborati tecnici firmati dalla società biancoceleste e le successive integrazioni inviate dal club durante l’iter.
L’unico documento rintracciabile è l’indice degli elaborati, blindato da una dicitura di copyright resa dalla S.S. Lazio che vieta qualsiasi riproduzione non autorizzata. Un’impostazione che ha sollevato forti perplessità tra gli addetti ai lavori e i residenti del Municipio II.
I precedenti di Pietralata e Tor di Valle
Le associazioni sottolineano come la gestione del dossier Flaminio devii significativamente dalle prassi seguite in passato per le altre strutture sportive cittadine:
Stadio dell’AS Roma a Pietralata (2022): In seguito alle sollecitudini dei comitati, il Dipartimento Urbanistica pubblicò lo Studio di Fattibilità integrale sul sito del Comune con un mese di anticipo rispetto alla chiusura della Conferenza dei Servizi.
Progetto Tor di Valle: L’amministrazione allestì un’esposizione aperta al pubblico presso la Casa della Città, mettendo a disposizione tablet consultabili prima ancora che prendesse il via la Conferenza preliminare.
La richiesta di un’assemblea pubblica nel Municipio II
«La trasparenza e l’accesso alle informazioni devono essere garantiti a prescindere dal dipartimento che guida la procedura», incalzano le associazioni, evidenziando che le decisioni sul Flaminio avranno un impatto diretto sulla viabilità e sull’assetto urbanistico dei quartieri Flaminio e Parioli.
Oltre alla messa online dei documenti riservati, le sigle firmatarie chiedono al Comune e al Municipio II la convocazione urgente di un’assemblea pubblica per illustrare il progetto al territorio prima che la Giunta capitolina si esprima sulla dichiarazione di pubblico interesse della proposta.
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