Gli inizi in una famiglia poverissima, il duetto con i Måneskin e la pecora con il suo nome: addio a Dolly Parton, la regina del country è morta a 80 anni
“Per come la vedo io, se vuoi l’arcobaleno, devi rassegnarti a sopportare la pioggia”, diceva Dolly Parton. Di acqua sulla sua testa la cantante, morta il 25 agosto all’età di 80 anni dopo una “breve lotta contro il cancro” come recita una nota dello staff condivisa con “People”, ne ha vista cadere parecchia. Quarta di dodici figli, cresce nel Tennessee in una capanna di una sola stanza che divide con l’intera, poverissima famiglia. Quegli anni di indigenza le restano dentro e diventano un prezioso serbatoio di racconti autentici per le canzoni che inizia a comporre già da piccola. È il caso di “Little Tiny Tasseltop”, scritta intorno ai 6 anni e dedicata a una bambola realizzata per lei dalla madre con una pannocchia, e, diversi anni più tardi, di “Coat of Many Colors”, pubblicata nel 1971, quando sopra la sua testa il cielo inizia ad aprirsi facendo intravedere i colori più belli.
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