sindaci, ricorsi e nodo sulle multe prima del 12 luglio

Sulla vicenda dell’autovelox installato lungo la strada statale 81 nel territorio di Fara Filiorum Petri, accanto ai ricorsi avviati sul fronte giudiziario arrivano anche richieste specifiche da parte dei sindaci dei Comuni dell’entroterra attraversati quotidianamente dai flussi di traffico diretti verso Chieti e Pescara.
Il sindaco di Guardiagrele Donatello Di Prinzio ha formalmente scritto al prefetto di Chieti, ad Anas e al sindaco di Fara Filiorum Petri chiedendo la convocazione di un tavolo di concertazione sulla postazione di controllo della velocità. La comunicazione, datata 11 agosto, è stata trasmessa per conoscenza anche ai sindaci di diversi Comuni dell’entroterra.
Nella lettera Di Prinzio riferisce che “molti cittadini di Guardiagrele si sono rivolti all’amministrazione dopo aver ricevuto verbali per eccesso di velocità e richiama la particolare condizione dei pendolari che percorrono quotidianamente la ss 81 per motivi di lavoro, sanitari e di accesso ai servizi”.
La richiesta rivolta al prefetto è quella di riunire Anas, Comune di Fara Filiorum Petri e Comuni interessati per individuare una soluzione che, nelle parole del sindaco, tuteli i cittadini mantenendo fermo il rispetto delle regole.
Sul tema interviene con toni ancora più critici anche il sindaco di Fara San Martino, che chiede di conoscere nel dettaglio i dati relativi all’incidentalità utilizzati per giustificare il sistema di controllo: numero degli incidenti, localizzazione, fasce orarie e cause. L’amministratore pone inoltre l’accento sulle condizioni complessive della statale 81, richiamando manutenzione, vegetazione, visibilità della segnaletica e caratteristiche di una strada utilizzata quotidianamente da pendolari, utenti diretti agli ospedali e imprese del territorio. Tra le questioni sollevate figura anche il ruolo di Anas, alla quale vengono chiesti chiarimenti sulla classificazione del tratto e sulle valutazioni tecniche alla base dell’attuale limite di velocità.
Sul fronte giudiziario, invece, diversi automobilisti si stanno rivolgendo all’avvocato Monica D’Amico per valutare ricorsi contro le sanzioni elevate dalla postazione, mentre si attendono le prime valutazioni del giudice di pace.
Il nodo riguarda in particolare i verbali relativi alle rilevazioni antecedenti al 12 luglio 2026. Secondo la tesi sostenuta dall’avvocato D’Amico, il nuovo D.M. 125/2026, facendo decorrere da quella data l’omologazione dei dispositivi interessati dalla nuova disciplina, rafforzerebbe la contestazione relativa alle sanzioni precedenti, quando l’apparecchio risultava approvato ma non ancora omologato secondo la ricostruzione proposta nei ricorsi.
Sarà naturalmente il giudice a stabilire se tale interpretazione debba comportare l’annullamento dei verbali impugnati.
Nel frattempo anche il Comune di Fara Filiorum Petri è intervenuto con un proprio comunicato, ribadendo la correttezza dell’iter amministrativo seguito, la regolarità della postazione e degli accertamenti effettuati e richiamando, tra gli altri elementi, il nuovo decreto ministeriale entrato in vigore il 12 luglio.
Resta dunque aperto un confronto che ormai si sviluppa su tre piani differenti: quello giudiziario, quello tecnico-amministrativo e quello politico.
«A questo punto», osserva Antonio Del Furbo, autore di inchieste che sta seguendo la vicenda da settimane, «ridurre tutto alla frase “basta rispettare i 70 chilometri orari” significa ignorare quello che sta accadendo. Ci sono cittadini che hanno ricevuto più verbali, ricorsi depositati, sindaci che chiedono l’intervento del Prefetto e amministratori che pretendono di conoscere i dati reali sull’incidentalità. Nessuno rivendica il diritto di correre. Si chiede però che la sicurezza venga dimostrata con numeri, manutenzione, segnaletica adeguata e regole altrettanto rigorose per chi controlla».
Resta inoltre aperta la questione delle sanzioni precedenti al 12 luglio e delle possibili conseguenze economiche per l’amministrazione qualora i ricorsi dovessero essere accolti. «Se esiste un dubbio giuridico su una parte consistente dei verbali», aggiunge Del Furbo, «diventa legittimo chiedere quanti siano, quale importo complessivo rappresentino, quanti siano già stati pagati e quale posizione intenda assumere l’amministrazione rispetto a un eventuale riesame in autotutela».
L’approfondimento video raccoglie le dichiarazioni dei sindaci di Guardiagrele e Fara San Martino e ricostruisce gli ultimi sviluppi della vicenda, compreso il fronte dei ricorsi e la posizione assunta dal Comune di Fara Filiorum Petri.
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