Educazione civica, bullismo e cyberbullismo. CNDDU: “Più spazio ai docenti A-46 e alle discipline giuridico-economiche”

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) chiede al Ministero dell’Istruzione e del Merito un potenziamento della classe di concorso A-46 – Scienze giuridico-economiche, anche alla luce del crescente ruolo attribuito alla scuola nella prevenzione di bullismo, cyberbullismo, discriminazioni e comportamenti lesivi della dignità della persona.
Secondo il Coordinamento, mentre aumentano le responsabilità delle scuole nell’ambito dell’Educazione civica, della cittadinanza digitale e della promozione della legalità, in diversi territori si registrerebbe una riduzione degli spazi destinati alle discipline giuridiche ed economiche.
Educazione civica e competenze specialistiche
Il CNDDU ricorda che la legge n. 92/2019 prevede almeno 33 ore annuali di Educazione civica e assegna un ruolo specifico, nella scuola secondaria di secondo grado, ai docenti abilitati nelle discipline giuridico-economiche, ove presenti nell’organico dell’autonomia.
L’interdisciplinarità dell’Educazione civica, sottolinea il Coordinamento, non dovrebbe però comportare la perdita delle competenze specialistiche dei docenti A-46.
Conoscere Costituzione, diritti, doveri e principi di responsabilità viene considerato particolarmente importante anche di fronte a fenomeni che coinvolgono direttamente gli studenti, dalla diffusione non autorizzata di immagini alle offese online, fino alle violazioni della privacy e alle discriminazioni.
La richiesta al Ministero
Il Coordinamento si rivolge al ministro Giuseppe Valditara e alla sottosegretaria Paola Frassinetti, chiedendo una ricognizione nazionale degli organici e del monte ore della A-46, così da verificare attraverso dati ufficiali come sia cambiata negli ultimi anni la presenza delle discipline giuridico-economiche nelle scuole.
La richiesta è anche quella di consolidarne l’insegnamento negli indirizzi dove diritto ed economia sono già presenti e di valutare, in prospettiva, la loro introduzione anche nei percorsi che oggi non prevedono uno specifico spazio curricolare.
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