Difterite, Anna Rosa è la prima vittima in Italia dopo 30 anni
La difterite, una malattia quasi scomparsa nei Paesi industrializzati, ha provocato la prima vittima in Italia dopo oltre 30 anni: è una bambina di 4 anni, morta in ospedale a Palermo. Per la piccola all’inizio si era pensato ad una tonsillite, ma durante il ricovero, a causa del peggioramento delle sue condizioni, era invece emerso che si trattasse proprio di difterite, una patologia infettiva per cui non era stata vaccinata. La procura del capoluogo siciliano ha aperto un’inchiesta e disposto l’autopsia per ricostruire l’accaduto e chiarire eventuali responsabilità.
Con gli stessi sintomi è ricoverato il cuginetto, anche lui di 4 anni, ma non è grave, perché era stato vaccinato. I primi sintomi della bambina morta, Anna Rosa, erano emersi la scorsa settimana. I genitori, su sollecitazione della pediatra che aveva fatto la prima visita, il 13 agosto intorno alle 22 avevano portato la piccola al pronto soccorso dell’ospedale Cervello. Manifestava febbre, ipoalimentazione e vomito. Verso mezzanotte era stata dimessa con la diagnosi di tonsillite essudativa febbrile, con il consiglio di tornare in pronto soccorso qualora ci fosse stato un peggioramento.
Due giorni dopo i genitori l’avevano riportata al pronto soccorso pediatrico dell’ospedale Cervello «con febbre non responsiva al trattamento, con rifiuto di alimentazione ipostenia e iporeattivita». Nel referto era stato scritto che la piccola non era vaccinata per scelta del padre e della madre. L’indomani era stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita in ambulanza alla terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Di Cristina. La notte del 20 è morta.
«Abbiamo fatto di tutto per salvarla dal momento in cui l’abbiamo presa in carico, ma purtroppo non c’è stato l’esito sperato», ha riferito il direttore sanitario dell’ospedale Civico (da cui dipende l’Ospedale dei Bambini) Domenico Cipolla, rilevando che «da anni non si registravano casi del genere». Adesso, ha aggiunto, «attendiamo l’esito dell’istituto superiore di sanità, ma dalle analisi effettuate la causa della morte sembra essere dovuta a difterite. Un’infezione gravissima che può essere letale». Il caso è stato segnalato dall’ospedale alla procura di Palermo che, oltre a disporre l’autopsia nell’istituto di medicina legale del Policlinico, ha delegato ai carabinieri l’acquisizione delle cartelle cliniche. Gli inquirenti cercheranno di capire se le procedure ospedaliere siano state corrette e come mai la piccola non fosse stata sottoposta alla vaccinazione obbligatoria. I genitori avrebbero scelto di non vaccinare nessuno dei figli perché una parente era autistica e temevano che fosse dipeso da un vaccino. I tre fratelli di Anna Rosa sono stati vaccinati soltanto ora, su disposizione dell’Asp di Palermo, di concerto con l’ospedale Civico. La difterite – spiega l’Istituto Superiore di Sanità – è una malattia infettiva acuta provocata dal batterio Corynebacterium diphtheriae, che una volta entrato nell’organismo rilascia una tossina che può danneggiare, o addirittura distruggere, organi e tessuti. Si trasmette per vie aeree. In Italia, all’inizio del secolo scorso, si registravano circa 30mila casi di difterite infantile e 1.500 morti l’anno, ma dopo l’introduzione della vaccinazione c’è stato un drastico calo dei contagi. Tanto che tra il 1990 e il 2009 si sono verificati appena 5 casi, di cui uno mortale in una bambina non vaccinata, nel 1991. L’ultimo caso non letale confermato è del 1996. Riguardo alla vicenda di Anna Rosa, secondo il professore Antonio Cascio, direttore dell’unità di Malattie infettive del Policlinico di Palermo, i «colleghi non hanno sbagliato, perché la malattia si manifesta come una tonsillite ed è davvero difficile a pensare ad un’analisi differenziale». Allo stesso tempo, ha avvertito, «il batterio della difterite potrebbe ancora circolare e possono esserci portatori sani, dunque inconsapevoli».
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