Toscana

donna fermata dai carabinieri e portata in pronto soccorso


Un coltello a portata di mano e un cane, un american bulldog al guinzaglio. Ieri una 50enne originaria dell’Europa dell’est è stata protagonista di un violento episodio nel giardinetto di fronte al tribunale. Ha aggredito una giovane mamma che passeggiava con la sua bimba di 11 mesi gridandole: “Ti ammazzo”. Poi l’avrebbe seguita fino a via Trento Trieste e alla fine, in via Signorelli, è stata fermata dai carabinieri e dal personale del 118. Gli stessi militari si sono presi cura del cane (regolarmente detenuto e con microchip), che stava vagando libero, in una “forte condizione di stress”, tanto da destare molta preoccupazione di volontari dell’Enpa che per l’ennesima volta – da gennaio a oggi – lo hanno accolto. 

Ma chi è questa donna e cosa sta accadendo nella sua vita? Gli episodi violenti che la riguardano ormai sarebbero numerosi. Nel suo passato ci sarebbe un matrimonio, naufragato, con un aretino. Un’unione finita nella tempesta, con un ammonimento per atti persecutori destinato proprio a lei. Poi una serie di eventi che hanno portato le forze dell’ordine a intervenire più volte, la Asl a prendere in carico la paziente ed Enpa a occuparsi a più riprese del cane che ha con sé (altri due che vivevano sotto lo stesso tetto sono stati invece posti sotto sequestro). 

Un agosto di follia

Ieri mattina, prima dell’aggressione, la 50enne avrebbe dato in escandescenze nella zona del bar Menchetti, sempre al Garbasso. Gli avventori si sono spaventati: in quel momento sarebbe partita la prima chiamata al 112 con la prima richiesta di aiuto. Poi il drammatico incontro nei giardinetti con la giovane mamma (che in seguito ha sporto denuncia da Carabinieri) e quindi l’intervento delle forze dell’ordine (due auto dei Carabinieri e due della Polizia Municipale). La 50enne, che stando alle ricostruzioni dei testimoni sarebbe stata sotto l’effetto dell’alcol, è stata portata in pronto soccorso. Ma ben presto si sarebbe dileguata. 

Solo la scorsa settimana un’altra vicenda che ha reso necessario l’intervento della Polizia. La donna si era chiusa in un taxi in via Pietro Aretino, assieme al suo cane. Pare non avesse i soldi per pagare la corsa e abbia iniziato dare in escandescenze. Anche in questo caso non sarebbe stata lucida. E così il tassista si è rivolto alle forze dell’ordine. Il cane finì nuovamente in canile e la donna affidata alle cure dei sanitari. 

L’appello di Enpa

Sulla scia di questi episodi, l’Ente nazionale protezione animali ha deciso di lanciare un appello: “Chiediamo – spiega Sandra Capogreco, presidente della sede aretina – che forze dell’ordine, istituzioni e Asl si muovano in modo coordinato per cercare di gestire questa situazione. Questa donna ha bisogno di aiuto e anche il cane che vive con lei è sempre in una situazione di stress e potrebbe diventare pericoloso per sé e per le persone. Vi chiediamo pertanto di coordinarvi affinché possa essere preso un provvedimento preventivo nei confronti del cane”. L’animale ieri è stato visitato dai veterinari della Asl e, pur essendo detenuto regolarmente, non sarebbe in buone condizioni: pulci, zecche e lesioni cutanee lo affliggerebbero. E la costante situazione di stress potrebbe influire sulla sua reattività. 

 


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »