Liguria

Nuovo Galliera, ecco come cambia il progetto: un “super padiglione” e quelli storici restano in piedi

Genova. Dopo anni di pantano burocratico, incertezze finanziarie e battaglie giudiziarie cambia il progetto del nuovo ospedale Galliera. Nei giorni scorsi il vicepresidente Giuseppe Zampini e il commissario straordinario Francesco Quaglia hanno firmato un’ordinanza in cui approvano il “nuovo quadro esigenziale”, cioè il documento che spiega come dovrà essere la struttura. In sintesi: addio agli oltre 300mila metri cubi di nuovi volumi con maxi scavi e demolizioni, sì a un solo nuovo padiglione, meno impattante, destinato ad accogliere il pronto soccorso e le funzioni più complesse, mentre i padiglioni esistenti dovranno essere “progressivamente rifunzionalizzati”. La dotazione prevista è sempre la stessa: 404 posti letto complessivi.

Il dietrofront arriva dopo 20 anni dal primo protocollo d’intesa tra l’ente ospedaliero Galliera e la Regione Liguria per il nuovo ospedale. Adesso si parla di “nuove esigenze” che “rendono necessario aggiornare il modello” e rivisitare “superfici, posti letto, dotazioni tecnologiche e relazioni funzionali”, anche alla luce della riforma Bucci che ha aperto la strada per l’accorpamento del Galliera nella nuova Azienda ospedaliera metropolitana (pur con le recenti frizioni sull’ipotesi di una totale incorporazione al di là della convenzione). E si citano i due ricorsi ancora pendenti, promossi da Italia Nostra e dai comitati dei residenti, che rappresentano “un ulteriore elemento di rischio“.

Ma ancora più grave sembra essere lo scoglio economico. Il dirottamento di fondi dal progetto Erzelli avrebbe dovuto liberare 190 milioni di finanziamento Inail per l’edilizia sanitaria. L’istruttoria è stata avviata, ma l’intesa non è mai arrivata. E la Regione, con una nota dello scorso maggio, ha spinto per trovare una “modalità alternativa“, vale a dire quel partenariato pubblico-privato che ha rappresentato la strada maestra per gli altri nuovi ospedali (Gaslini, Taggia, Felettino e in futuro proprio Erzelli). Per questo l’ente ha pubblicato una manifestazione di interesse alla quale sarebbero già pervenute alcune offerte. A disposizione ci sono ancora 42 milioni di euro in base ai precedenti accordi.

Cosa ci sarà nel nuovo padiglione e cosa rimarrà in quelli vecchi

Nella “nuova struttura ospedaliera“, cioè il padiglione che sorgerà sul lato sud, troveranno spazio le funzioni acute e ad alta tecnologia, compresi i reparti di degenza. Si sposteranno qui il pronto soccorso, le terapie intensive e il blocco operatorio.

“Le altre funzioni – si legge nel documento – potranno essere svolte mediante il restante patrimonio edilizio che continuerà pertanto a costituire parte essenziale del sistema ospedaliero Galliera” e sarà oggetto di lavori di adeguamento “anche in fasi successive“. Qui rimarranno perciò il servizio psichiatrico, la medicina nucleare, l’anatomia e istologia patologica, ambulatori specialistici, funzioni diagnostiche e riabilitative, Cup, studi medici, segreterie, archivi, aule e spazi per la formazione, mensa aziendale, magazzini, depositi e tutto ciò che non sarà direttamente integrato nell’area critica.

Alcune funzioni tuttavia potranno “essere organizzate in forma integrata con gli altri presidi dell’Aom” o “presso poli metropolitani o regionali specializzati” evitando “duplicazioni non necessarie“. E questo gioca a favore di un ridimensionamento del nuovo Galliera, proprio considerando il “nuovo quadro programmatorio” della sanità regionale.

“Il cambio di scala – recita ancora la relazione – permette di ridurre in modo sostanziale la quantità di scavi, le opere di sostegno e consolidamento, la movimentazione delle terre, il traffico dei mezzi pesanti e le interferenze con le reti e i sottoservizi esistenti. Ne consegue una riduzione dei rischi geologici, geotecnici e archeologici, della probabilità di varianti in corso d’opera e dell’impatto del cantiere sui reparti ospedalieri e sul quartiere circostante. L’impiego di sistemi costruttivi industrializzati, leggeri e prevalentemente realizzati a secco potrà ulteriormente favorire la programmabilità dell’intervento, la riduzione delle lavorazioni in sito e il contenimento dei tempi di realizzazione”.

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La planimetria del futuro Galliera col nuovo padiglione, senza il padiglione C

L’interrogativo non ancora sciolto è se demolire o conservare il padiglione C che oggi ospita diverse funzioni tra cui aule, studi per l’attività intramoenia, il centro di terapia del dolore e la mensa aziendale al piano inferiore. La scelta è demandata ai progettisti, tenuto conto che l’edificio non rispetta i criteri antisismici, ha impianti obsoleti, e presenza diverse inefficienze figlie dell’epoca in cui è stato costruito (anni ’60-’70). L’abbattimento, tuttavia, produrrebbe pesanti interferenze di cantiere con l’attività dell’ospedale, senza contare il rischio amianto che andrà valutato.

 




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