Sradicamenti e i film da non perdere questa settimana
Una rubrica di cinema parte da un concetto filosofico — lo sradicamento — per proporre una selezione di sei film legati alla perdita di radici, geografica ed esistenziale. La firma è quella di un appuntamento fisso con gli appassionati bolognesi, arricchito da una guida agli appuntamenti cinematografici all’aperto della settimana.
Una riflessione sul concetto di sradicamento nel cinema, declinato attraverso diversi sguardi registici e narrativi.
«Chi è sradicato sradica gli altri. Chi è radicato non sradica nessuno»
Simone Weil, La prima radice
L’estate rappresenta per molte persone il momento dei ritorni.
Per chi vive lontano dalla propria terra d’origine, è difficile spiegare che sensazione ambivalente generi il ritorno a casa. Perché nel tuo cuore è disegnata a fuoco la mappa della tua terra, eppure, quando ci torni e provi a sovrapporre quella mappa ai luoghi reali, sembra che qualcosa non corrisponda, come se ci fosse uno spostamento impercettibile che non le fa combaciare perfettamente.
Torni a quei luoghi che sogni come casa, che visualizzi come un porto sicuro; ma quel porto si sta sfaldando, e tu sei la stessa persona eppure sei un’altra.
Questo scollamento non ha rimedio, e più aumenta il tempo passato altrove, più la sensazione del ritorno diventa straniante.
Nel 1943, nel suo libro La prima radice, la filosofa francese Simone Weil identifica e definisce un malessere profondo che attraversa la società contemporanea: una sensazione diffusa di isolamento, la perdita di senso nel lavoro quotidiano e l’impressione costante di vivere senza un vero ancoraggio – lo sradicamento.
Con questa intuizione, la Weil non si limitava a diagnosticare la crisi dell’Europa del suo tempo, ma offriva una chiave di lettura sorprendentemente attuale per comprendere le fragilità del mondo di oggi. Per Simone Weil, l’anima umana ha un bisogno fondamentale: mettere radici. Come una pianta trae nutrimento dal terreno, l’essere umano deve attingere vita spirituale da una comunità, da una memoria storica condivisa e dal contatto reale con il mondo che lo circonda. Lo sradicamento avviene quando questo filo invisibile si spezza, lasciando l’individuo reciso dalle proprie origini e incapace di sentirsi parte integrante della storia.
Questo fenomeno è il risultato di precise dinamiche sociali ed economiche, dal lavoro ridotto a routine che priva l’uomo di ogni slancio creativo, al dominio del denaro che trasforma i legami umani in freddi rapporti utilitaristici. Si aggiungono pure lo Stato burocratico che cancella le realtà locali, la violenza del colonialismo che distrugge le tradizioni dei popoli e un’istruzione troppo astratta, che separa cultura e vita concreta.
«Chi è sradicato sradica gli altri», scriveva Weil.
Prive di radici, le persone diventano vulnerabili al risentimento e cedono alla trappola dei totalitarismi, cercando nell’ideologia una falsa appartenenza che la società non ci offre più. Eppure, per Weil la cura non risiederebbe nel nazionalismo né nel rimpianto del passato, quanto in una ricostruzione attiva della vita sociale: riscoprire le comunità a misura d’uomo, custodire la memoria per il futuro, e ridare senso al lavoro.
Oggi, il pensiero di Simone Weil ci invita a chiederci se stiamo davvero costruendo un mondo capace di nutrire la nostra anima o se stiamo continuando a recidere le nostre radici per fare gli interessi di una società che in cambio non è disposta a darci nulla, come dimostra la sterile retorica del ‘ritorno al paese’ che sta dilagando nella cultura di massa.
Questa frattura tra la persona e il luogo, tra la memoria e il presente, tra il desiderio di appartenere e l’impossibilità di farlo pienamente, è infatti paradossalmente resa più evidente proprio dal ritorno a casa, dove la sensazione di sradicamento si manifesta nella sensazione di non riconoscersi più completamente né nel luogo da cui si è partiti né in quello in cui si è arrivati.
Il cinema ha raccontato questa condizione in forme molto diverse. Non soltanto attraverso le storie di chi emigra, di chi è costretto a lasciare la propria terra o di chi torna, ma anche attraverso personaggi che si ritrovano improvvisamente estranei alla propria famiglia, alla propria comunità, al proprio lavoro o persino a se stessi.
Perché si può essere sradicati anche restando nello stesso luogo.
È questa la prospettiva con la quale ho scelto i film che seguono: opere accomunate dalla presenza di una frattura e dalla ricerca di quella prima radice che, molto spesso, rimane introvabile.
The Brutalist
Brady Corbet, 2024
Per me il film migliore degli ultimi anni. Un’opera letteralmente monumentale di 216 minuti, autoprodotto dallo stesso Corbet e girato in 34 giorni in pellicola 35 mm formato VistaVision. Racconta la storia di un ungherese ebreo architetto brutalista che riesce a fuggire dal campo di concentramento di Buchenwald (credo lo stesso dov’è stato prigioniero il mio bisnonno, così per dire), emigra negli Stati Uniti, e di tutto ciò che ne consegue.
Il film ha una tale stratificazione di piani sensoriali, emotivi e narrativi, che non gli farebbe giustizia dire altro; guardatelo, vale la pena anche solo per i titoli di testa e di coda.
L’Étranger (Lo Straniero)
François Ozon, 2025
Tratto dall’omonimo capolavoro del ‘900 Lo straniero di Albert Camus, è la storia di un giovane uomo che vive nella colonia francese di Algeri, dove conduce un’esistenza sospesa e apparentemente priva di legami, attraversando il mondo con una distanza emotiva che lo separa dagli altri e dalla realtà che lo circonda. Lo sradicamento qui non è geografico, ma soprattutto esistenziale: il protagonista sembra non appartenere davvero a nessun luogo, né riuscire a riconoscersi nei valori e nelle convenzioni della società in cui vive. Solo un gesto estremo potrebbe portarlo a riconnettersi con se stesso e col mondo.
Io capitano
Matteo Garrone, 2023
Due giovani senegalesi, Seydou e Moussa, decidono di lasciare Dakar per raggiungere l’Europa, intraprendendo un viaggio lungo e pericoloso che li porterà attraverso il deserto e il Mediterraneo. Sono tanti i temi di questa triste e meravigliosa favola contemporanea: la perdita progressiva dei riferimenti conosciuti che vengono lasciati alle spalle, la promessa di una vita migliore che si scontra con la durezza del viaggio, il mare come confine tra due mondi e luogo in cui la ricerca di una nuova appartenenza si trasforma in una lotta per la sopravvivenza. Garrone e gli sceneggiatori si sono basati sulle storie di emigrazione dal continente africano di Kouassi Pli Adama Mamadou, Arnaud Zohin, Amara Fofana, Brhane Tareke e Siaka Doumbia e l’attivista Ibrahima Lo.
Ma davvero non lo hai ancora visto? E su.

Io sono Li
Andrea Segre, 2011
Il delicato racconto di Shun Li, una donna di origini cinesi il cui desiderio è ripagare il debito con i suoi ‘datori di lavoro’ e ottenere i documenti per portare in Italia con lei suo figlio rimasto in Cina. Li si ritrova dal lavorare in una fabbrica tessile a Roma a fare la barista in un’osteria a Chioggia, dove conosce il pescatore di origini slave Bepi, chiamato ‘il poeta’, che pur essendo in Italia da trent’anni condivide con lei il senso di sradicamento. Nasce tra i due un’amicizia profonda e silenziosa, che finirà col creare tensioni nel piccolo mondo antico in cui vivono.

Nuovomondo
Emanuele Crialese, 2006
Una famiglia siciliana lascia la propria terra all’inizio del Novecento per cercare fortuna negli Stati Uniti. Il viaggio verso l’America diventa un passaggio sospeso tra ciò che si lascia alle spalle e ciò che ancora non si conosce: l’emigrazione porta con sé la promessa di una nuova vita, ma anche la perdita dei propri riferimenti e della propria identità. Lo sradicamento nasce così dal distacco dalla comunità e dal paesaggio d’origine, mentre il “nuovo mondo” si presenta come un luogo estraneo, in cui è necessario imparare nuovamente a riconoscersi.

Sans toit ni loi (Senza tetto né legge)
Agnès Varda, 1985
La storia di Mona, una ragazza che sceglie una vita vagabonda e il rifiuto totale delle consuetudini morali e sociali. Attraverso i racconti delle persone che ha incontrato, il film ricostruisce a ritroso il suo viaggio e la sua scelta di vivere ai margini della società. Lo sradicamento di Mona è totale: ha reciso ogni legame con un luogo, una comunità e una forma di vita stabile, trasformando il vagabondaggio in una condizione di libertà ma anche di isolamento. Il suo rifiuto di appartenere diventa così l’altra faccia dello sradicamento: non essere più legata a nulla significa anche non avere più un luogo in cui tornare. La regia di Varda trasmette sensazioni discordanti, suscitando riflessioni che sembrano oggi, dopo quarant’anni, ancora molto attuali.

Appuntamenti al cinema della settimana a Bologna
Cinema all’aperto: la stagione estiva dell’Arena Tivoli
27 giugno – domenica 13 settembre
Tutti i giorni eccetto il lunedì, rassegna cinematografica all’aperto dei film dell’ultima stagione cinematografica all’Arena Tivoli.
Arena Puccini all’Ippodromo
12 giugno – mercoledì 9 settembre
La storica arena estiva si sposta temporaneamente presso l’Ippodromo di Bologna per proiettare il meglio della scorsa stagione cinematografica e ospitare incontri con registi e attori.
SEMI 2026: il cinema alle Serre
5 agosto ore 21.00
Proiezione «Wild Diamond» di Agathe Riedinger (Francia, 2024,103′)
La rassegna è nata dalla collaborazione tra Kilowatt e MUBI Italia, ospitata nello spazio all’aperto de Le Serre dei Giardini Margherita.
“Cinema in Corte” a San Lazzaro
26 giugno – settembre
Nell’Arena Understars di via Emilia 92, all’interno della corte comunale del Comune di San Lazzaro. La rassegna, a cura del Cinema Teatro Galliera, proseguirà fino a settembre.
Castenaso Sotto le Stelle 2026
8 agosto – 24 agosto
La rassegna estiva del Cinema Italia anima il cortile di Casa Bondi con proiezioni all’aperto e appuntamenti speciali. La programmazione prosegue anche questa settimana.
Bologna Estate – Castenaso Sotto le Stelle 2026
Torre di Babele – Sasso Marconi
29 giugno – venerdì 21 agosto
Cinema all’aperto nel Giardino Marija Gimbutas di Sasso Marconi. La rassegna propone due proiezioni settimanali in doppia replica e si conclude venerdì 21 agosto.
A mente fresca sotto le stelle – Casalecchio di Reno
11 – 22 agosto
Cinema itinerante e gratuito nei quartieri di Casalecchio di Reno. La rassegna prosegue fino a sabato 22 agosto, portando le proiezioni in diversi luoghi della città.
Bologna Estate – A mente fresca sotto le stelle 2026
Cinema all’aperto all’Arena Orfeonica
18 agosto – settembre
Prosegue la programmazione estiva dell’Arena Orfeonica di via Broccaindosso, con proiezioni all’aperto dedicate al cinema d’autore e ai classici.
B’Est Movie – Castel Maggiore
18 – 23 agosto
La rassegna cinematografica estiva nei comuni della Città metropolitana fa tappa a Castel Maggiore. Martedì 18 agosto, alle 21.30 in Piazza Amendola.
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