Abruzzo

è scontro sulla sicurezza a Fossacesia marina


È scontro sulla sicurezza a Fossacesia marina, dopo l’aggressione di domenica 9 agosto che ha ridotto in fin di vita un papà di 50 anni, Diomede Barchiesi, colpito al volto dal pugno sferrato da un diciottenne.

Un gruppo di operatori del lungomare annuncia una serrata alle 15.30 di oggi, 13 agosto, per chiedere “provvedimenti concreti” sulla sicurezza. L’iniziativa è organizzata dall’Aps I Trabocchi: “Chiediamo innanzitutto sicurezza per gli ospiti che scelgono il nostro territorio per soggiornare, trascorrere le proprie vacanze e vivere il litorale. Famiglie, giovani, turisti e visitatori devono poter frequentare la Marina con serenità, nella certezza di trovarsi in un territorio accogliente, controllato e sicuro. La stessa sicurezza deve essere garantita agli operatori turistici, commerciali e ai loro collaboratori, che ogni giorno lavorano, investono, garantiscono servizi e rappresentano una parte essenziale dell’economia e dell’immagine turistica di Fossacesia. Siamo stanchi di sentire proclami ai quali non seguono provvedimenti tangibili. Da troppo tempo si parla di sicurezza, controllo del territorio, videosorveglianza e prevenzione. Oggi, dopo un episodio di una gravità tale, non è più sufficiente esprimere vicinanza, annunciare attenzione o promettere interventi futuri. Servono atti concreti, misure verificabili e risultati visibili sul territorio”.

La serrata di oggi – precisano i promotori – “non vuole essere soltanto una manifestazione di protesta, ma la richiesta di aprire immediatamente una nuova fase nei rapporti tra istituzioni e operatori della Marina” con la “convocazione di un tavolo operativo con Prefettura, Comune, forze dell’ordine e rappresentanti degli operatori, con l’obiettivo di definire interventi immediati e strutturali: maggiore presenza sul territorio, particolare attenzione nelle ore serali e notturne, piena efficienza della videosorveglianza e ogni ulteriore misura ritenuta necessaria”.

Iniziativa che non è stata accolta da tutti gli operatori e a cui ha replicato l’amministrazione comunale di Fossacesia: “Non si può rappresentare Fossacesia come una città senza controlli”. Il tema della sicurezza è stato affrontato dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica riunito il 10 giugno scorso per iniziativa della Prefettura di Chieti, che il 25 giugno ha poi adottato l’ordinanza che istituisce le aree a vigilanza rafforzata, le cosiddette “zone rosse”, nei principali Comuni costieri della provincia, compresa Fossacesia.

Dopo il gravissimo episodio di domenica 9 agosto si è riunita, su convocazione e sotto la presidenza del sindaco Enrico Di Giuseppantonio, la giunta comunale con i consiglieri delegati alle diverse materie per fare il punto sulla sicurezza del territorio. “Chiedere sicurezza è legittimo e doveroso. Ed è esattamente ciò che il Comune di Fossacesia ha fatto negli anni, chiedendo alle istituzioni dello Stato il potenziamento dei presidi e dei servizi di controllo – replica l’amministrazione comunale – È fuorviante sostenere che a Fossacesia non vi sia un dispositivo di sicurezza. Il dispositivo esiste, è stato programmato dalle autorità competenti, viene attuato dalle Forze dell’ordine e viene ulteriormente rafforzato nel periodo di maggiore afflusso e a Ferragosto. La sicurezza va difesa e continuamente rafforzata, ma va difesa anche l’immagine di una città turistica – sottolinea l’amministrazione comunale – che vive del lavoro di commercianti, ristoratori, operatori turistici, strutture ricettive e dei tanti proprietari che affittano appartamenti per i turisti. Rappresentare Fossacesia come un luogo privo di sicurezza rischia di danneggiare proprio chi ogni giorno lavora per l’economia e l’accoglienza della città”.


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