Piemonte

“Stop ai curiosi, state lontani”: incendio in Valsessera, mille ettari bruciati


Da nove giorni il fuoco continua a divorare i boschi dell’alta Valsessera, nel Biellese. L’incendio, partito il 3 agosto dopo un fulmine, si è esteso sui versanti di Coggiola e Postua, arrivando a minacciare baite e abitazioni. Il fronte delle fiamme è ormai di circa nove chilometri e sono mille gli ettari di bosco interessati.

A complicare il lavoro di chi sta cercando di contenere l’incendio ci sono anche i curiosi. Il Comune di Coggiola ha lanciato un appello, ricordando che resta in vigore «il divieto assoluto di accesso a tutti i sentieri che dirigono all’area interessata dall’incendio».

«La curiosità intralcia i soccorsi e mette a rischio la vita delle persone», avverte il Comune. «Chi osserva senza motivo crea traffico e ostacola i mezzi di emergenza». Un problema tutt’altro che marginale in una zona dove continuano a operare vigili del fuoco, volontari Aib e Protezione civile, mentre elicotteri e Canadair sorvolano l’area nel tentativo di contenere l’avanzata delle fiamme.

«Ogni minuto perso nel traffico dei curiosi — è il messaggio del Comune — brucia un pezzo della nostra terra».

Intanto il fuoco continua a spostarsi verso valle. La situazione ha imposto anche la chiusura dei rifugi del Monte Barone e della Ciota, con i gestori fatti scendere a valle. Particolare preoccupazione riguarda proprio il rifugio Monte Barone, circondato dalle fiamme: non è ancora chiaro se la struttura sia stata danneggiata.

L’incendio, alimentato dalle condizioni favorevoli alla propagazione delle fiamme, resta dunque attivo dopo nove giorni. L’obiettivo delle squadre impegnate sul terreno e dei mezzi aerei è almeno limitarne l’avanzata e impedire che il fuoco raggiunga altre strutture e le abitazioni più vicine


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