Colombia, il doppio standard sulla guerriglia è uno scheletro nell’armadio del neo presidente
Venerdì 7 agosto, il nuovo presidente della Colombia, l’avvocato di estrema destra Abelardo de la Espriella, si è insediato a Casa de Nariño, il palazzo del governo a Bogotà, dopo una contestata vittoria al fotofinish sul candidato di sinistra del Pacto Histórico Iván Cepeda (0,96% di scarto, meno di 250.000 voti su un totale di 26 milioni).
Una campagna elettorale urlata, all’insegna della lotta senza quartiere alla guerriglia: “Basta con le trattative di pace!”. Un Vannacci colombiano insomma, pur non provenendo dall’esercito. Eppure, de la Espriella ha iniziato la sua carriera difendendo proprio i gruppi armati.

Errori di gioventù?
Nel 2004, a soli 26 anni, Abelardo creò la Fundación Fipaz, una piattaforma che organizzava forum universitari per supportare i colloqui di pace a Santa Fe de Ralito nello stato di Córdoba, tra il governo di centrodestra di Álvaro Uribe e una delle formazioni paramilitari più sanguinare, la Auc (Autodefensas Unidas de Colombia).
Erano trascorsi 7 anni dalla strage di Aro, dove 67 contadini furono massacrati da Auc, e solo due dalla Operaración Orión nella Comuna 13 di Medellin (oggi l’attrazione turistica principale della città) perpetrata dalla milizia Convivir voluta da Uribe: 120.000 uomini dotati di armi ad alta tecnologia, che fecero sparire centinaia di ragazzi.
Lo scopo principale di questo connubio Auc/Convivir era appropriarsi delle terre dei campesinos, accusati di appoggiare le Farc, notoriamente di sinistra.
Il giovane avvocato de la Espriella, attraverso la fondazione che gestiva con il suo socio Daniel Peñarredonda, promosse un referendum per evitare l’estradizione negli Stati Uniti dei due boss Salvatore Mancuso ed Ernesto Baéz.
Oggi le Auc non esistono più, sono state rimpiazzate da due formazioni ugualmente feroci: il Clan del Golfo che opera a livello internazionale e le ACSN/Los Pachenca (Autodefensas Conquistadoras de la Sierra Nevada) che agiscono sulla costa, tra Santa Marta e la Sierra Nevada. Le Acsn sono focalizzate sull’estorsione e sulla speculazione edilizia attraverso abusi ambientali.
Secondo la testimonianze di un imprenditore italiano che ha denunciato per primo questo sistema, il pizzo colpisce tutti, alberghi, negozi e compagnie di trasporto, con la complicità dell’amministrazione di Santa Marta, il cui sindaco di centrodestra Carlos Pinedo Cuello è stato sanzionato di recente con 10 giorni di arresto per le costruzioni abusive a Playa Salguero. Secondo la fonte, l’impunità di Acsn arriva fino a costringere i negozi ad acquistare solo dai fornitori legati all’organizzazione, con i pulmini delle imprese locali talvolta bloccati dalle gang, e costretti a trasferire i turisti sui loro mezzi.
Oggi Peñarredonda sarebbe il proprietario dell’hotel di lusso Tewimake a Santa Marta dove – secondo confidenze di un manager – alloggerebbe Fredy Castillo, alias “Pinocho”, il leader Acsn incaricato di un contatto con il governo attraverso l’ex socio di de la Espriella.
Criteri di valutazione criminale
La differenza tra il Clan del Golfo e le Acsn ai fini dei requisiti per accedere alla lista del FTO (Foreign Terrorist Organizations, le organizzazioni internazionali del terrorismo) secondo i criteri del Dipartimento di Stato statunitense, consiste in una serie di fattori: pericolosità oltre i confini del territorio colombiano, soprattutto nei confronti degli Stati Uniti, e priorità di intelligence attribuite da NSA (National Security Agency) e CIA (Central Intelligence Agency) che monitorano il volume e la portata globale delle bande dedite al narcotraffico e il loro raggio d’azione a livello terrorismo nei riguardi dei cittadini statunitensi.
In questa categoria rientra il Clan del Golfo, la struttura criminale più vasta e potente della Colombia: 9.000 membri individuati, che controllano la metà delle esportazioni di cocaina dalla Colombia verso gli Stati Uniti e l’Europa e hanno una dimensione internazionale, con reti collegate ai cartelli messicani e alle mafie dell’Est Europa, Spagna e Italia.
Il Clan del Golfo controlla anche il traffico dei migranti attraverso il “Tappo del Darién”, una selva al confine tra Colombia e Panama, facendo così dell’immigrazione clandestina verso il confine sud degli Stati Uniti un business supermilionario. Questa dinamica lo posiziona nelle priorità di sicurezza nazionale di Washington, e quindi al top della classifica del narcotraffico colombiano e non solo.
Di recente gli ordigni esplosivi sganciati dai loro droni hanno ucciso una dozzina di militari a Bogotà.

Le Acsn, pur esercitando un controllo territoriale pressoché totale su Santa Marta e la Sierra Nevada, infiltrate come sono nel municipio e nelle élites locali, hanno un’impronta prevalentemente regionale. I loro “business” hanno un impatto geografico più circoscritto, a cui si sono aggiunti gli abusi ambientali e le costruzioni illecite su Playa de Los Cocos e Playa Salguero nella regione di Magdalena.
Per cui se Abelardo nelle sue purghe annunciate risparmierà le Acsn, potrebbe mantenere intatto il suo rapporto con Washington, poiché avrebbe applicato lo stesso metro di giudizio Usa sulla valutazione dei gruppi armati, assicurandosi magari anche la riconoscenza di un’organizzazione importante, avendo già aiutato i suoi predecessori in passato. E pazienza se dovesse chiudere un occhio sulle loro prossime malefatte.
Foto © F.Bacchetta
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