Eclissi: un evento legato all’astroturismo
12 agosto 2026 – ore 07:00 – Eclissi solare: l’evento più atteso delle ultime settimane ha visto crescere intorno a sé un vero e proprio business. Non solo per quanto riguarda gli occhiali certificati ISO 12312-2, introvabili in farmacia, nei supermercati, dall’ottico, e anche sui siti online, ma anche per l’ospitalità nelle città in cui l’eclissi sarà totale. Il Nord-Est della Spagna, i Fiordi Occidentali dell’Islanda e parte della Groenlandia sprofonderanno nel buio per qualche minuto: un fenomeno da non perdere per gli “astroturisti“. Considerata l’accessibilità della Spagna, le città della penisola iberica sono diventate una delle mete più attrattive dove osservare, e vivere, questo fenomeno. La Moncloa, sede della Presidenza del Governo spagnolo, ha previsto un impatto economico significativo per il Paese: 446mila “turisti dell’eclissi” nella settimana dal 10 al 16 agosto, con 342 milioni di euro di spesa turistica supplementare e un impatto netto sull’economia di 347 milioni. Per fare un altro esempio Reykjavík, la capitale dell’Islanda, ha registrato uno dei maggiori aumenti dei prezzi delle camere d’albergo – in media 793 dollari a notte, con un aumento del 98 per centro rispetto allo stesso giorno dell’anno scorso.
Ecco qui un episodio di astroturismo. Forma di turismo legata all’osservazione del cielo e dei fenomeni astronomici, l’astroturismo è un concetto relativamente moderno. Nasce insieme all’astronomia amatoriale, praticata per hobby o per semplice passione, e con il progressivo avvicinamento del grande pubblico all’osservazione del cielo. Un personaggio chiave nella “democratizzazione del cielo” fu l’astronomo d’Ottocento francese Camille Flammarion, che pubblicò Astronomie Populaire (Astronomia Popolare), fondando un osservatorio a Juvisy-sur-Orge e, nel 1887, la Società Astronomica Francese. Non si tratta soltanto di eclissi: gli appassionati si spostano anche per assistere a piogge di meteoriti, aurore boreali, congiunzioni planetarie o semplicemente per osservare le stelle in luoghi caratterizzati da un ridotto inquinamento luminoso. In occasione di fenomeni rari e prevedibili con largo anticipo questa nicchia può però trasformarsi in un vero e proprio flusso turistico internazionale, capace di concentrare in pochi giorni migliaia di visitatori nelle località che offrono le condizioni migliori per l’osservazione. È proprio quello che sta accadendo tra Spagna e Islanda, dove il passaggio dell’ombra lunare ha trasformato per qualche giorno il cielo in una risorsa turistica ed economica, con ricadute dirette su strutture ricettive, trasporti e servizi.
In un’analisi condotta su 5.574 strutture in 201 comuni, il quotidiano spagnolo “El Pais” riporta come i prezzi siano saliti alle stelle per una stanza in hotel durante la notte del 12 agosto: 986 euro nella cittadella di Soria, 750 euro a Burgos e 714 euro Saragozza. Nella settimana precedente all’eclissi, i prezzi a notte si aggiravano dai 120 ai 160 euro. Il prezzo di una camera a La Coruña è aumentato del 135 per cento rispetto all’anno scorso; a Santiago de Compostela e Bilbao, i prezzi delle camere d’albergo sono cresciuti rispettivamente del 34 per cento e del 67 per cento. Nelle 36 province interessate dall’eclissi totale, ci sono piccoli borghi e località turistiche locali che hanno registrato il sold out.
A confermare il “lato economico” dell’eclissi è il settore dei trasporti. In questo senso, è utile volgere uno sguardo ai prezzi dei voli in partenza da Trieste Airport verso Valencia, città nella fascia di totalità, svolto da Ryanair. Confrontando il tariffario su Trip.com nello stesso giorno della settimana e allo stesso orario, a una settimana di distanza – in questo caso 11 agosto e 18 agosto -, si vede un aumento del 46 per certo a passeggero. Questi dati però non dimostrano che la compagnia aerea abbia aumentato il prezzo a causa dell’eclissi, ma comunque si intreccia con altri fattori: negli ultimi giorni si è registrato un aumento del 98 per cento delle ricerche internazionali verso il nord della Spagna, mentre i posti aereo programmati sono aumentati del 7,9 per cento.
Articolo di Aurora Cauter




