Finanziamenti (Ffo) a università, a Perugia non aumentano e non diminuiscono

L’Università di Perugia mantiene nel 2026 il finanziamento ordinario nella componente principale del Fondo di finanziamento ordinario (Ffo), mentre il sistema universitario italiano evita per il secondo anno consecutivo il rischio di un arretramento generalizzato. È il quadro che emerge dal nuovo riparto del Ffo, il principale strumento con cui lo Stato finanzia le università statali per sostenere didattica, ricerca, personale e funzionamento degli atenei.
Per l’Università di Perugia la tabella di confronto utilizzata per il riparto assegna 125 milioni di euro, lo stesso importo del 2025: nessuna crescita, dunque, ma nemmeno una riduzione. L’ateneo si colloca al 25° posto tra le università statali italiane, in una graduatoria dominata dalla Sapienza di Roma con 555 milioni, seguita da Bologna con 464,1 milioni, Napoli Federico II con 408,2 milioni, Padova con 395,9 milioni e Torino con 347,3 milioni. Perugia precede atenei come Ferrara, Cagliari, Verona e Siena e si trova poco sotto Modena e Reggio Emilia, che raggiunge 129 milioni.
Il dato dei 125 milioni, però, non rappresenta l’intero finanziamento assegnato all’Università di Perugia. Il Ministero dell’Università e della Ricerca indica infatti per l’ateneo umbro un’assegnazione complessiva di 144,7 milioni di euro nel 2026. Alla Stranieri di Perugia vanno altri 16,2 milioni: nel complesso il sistema universitario umbro riceve quindi circa 160,9 milioni. La differenza rispetto ai 125 milioni della graduatoria dipende dal diverso perimetro delle risorse considerate nel confronto tra gli atenei.
A livello nazionale il Ffo 2026 arriva a 9,415 miliardi di euro. La scelta decisiva è stata quella di impedire che il nuovo ciclo della Valutazione della qualità della ricerca, la Vqr 2020-24, producesse una riduzione delle risorse rispetto al 2025. Il cosiddetto «pavimento» è stato mantenuto a zero, mentre l’incremento massimo è stato fissato al 5%. Il risultato è che nessuna delle 61 università statali considerate perde risorse nella componente principale: 30 restano allo stesso livello e 31 aumentano, mediamente di circa l’1%.
Perugia, quindi, non è tra gli atenei premiati dalla distribuzione 2026, ma nemmeno tra quelli penalizzati dal nuovo meccanismo. A crescere maggiormente sono cinque università che raggiungono il limite del 5%: Politecnico di Bari, Catanzaro, Politecnica delle Marche, Napoli Parthenope e Stranieri di Siena. Tra gli incrementi più consistenti figurano poi il Politecnico di Torino, il Politecnico di Milano, Bergamo, Ca’ Foscari e Padova.
Il meccanismo del finanziamento sta inoltre cambiando lentamente la composizione delle risorse. La quota calcolata sui costi standard sale dal 36 al 38% del Fondo al netto degli interventi vincolati, passando da 2,45 a 2,58 miliardi di euro. Scende invece la componente legata alla spesa storica, da 1,55 a 1,42 miliardi. La quota premiale, legata per il 60% alla nuova Vqr, cresce da 2,5 a 2,54 miliardi, mentre l’intervento perequativo resta sostanzialmente stabile.
In una graduatoria nella quale le grandi università beneficiano inevitabilmente delle economie di scala, Perugia resta nella fascia medio-alta per dimensione del finanziamento, ma non registra nel 2026 quel guadagno percentuale che caratterizza alcuni atenei di dimensioni comparabili.
C’è però un punto che va chiarito sui numeri comunicati in una nota dal Mur. I 144,7 milioni attribuiti all’Università di Perugia non sono la stessa voce dei 125 milioni riportati nella tabella del Ffo utilizzata per confrontare gli atenei. I 125 milioni sono infatti la cifra della componente di finanziamento considerata nel prospetto comparativo tra università, cioè il riparto formato da quota base, quota premiale e intervento perequativo. I 144,7 milioni indicati dal ministero comprendono invece anche altre assegnazioni che il decreto tiene separate dal confronto principale, cioè risorse destinate a specifiche finalità e interventi vincolati. Per questo le due cifre non possono essere confrontate direttamente né si può dire che Perugia abbia ricevuto 144,7 milioni nella graduatoria del Ffo.
Lo stesso vale per l’Università per Stranieri di Perugia: i circa 16,2 milioni comunicati dal Mur sono il finanziamento complessivo attribuito all’ateneo, mentre nella tabella comparativa del riparto ordinario la Stranieri figura con una cifra distinta. La somma di 144,7 milioni per l’Università di Perugia e 16,2 milioni per la Stranieri, pari a circa 160,9 milioni, è quindi corretta come totale delle risorse assegnate ai due atenei umbri, ma non può essere utilizzata per sostenere che Perugia sia passata da 125 a 144,7 milioni nella graduatoria principale.
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