Umbria

“Necessaria revisione del progetto SS685”


Nei giorni scorsi Confesercenti Umbria ha incontrato i rappresentanti del Comitato Patrimonio Valnerina per approfondire le conseguenze degli interventi previsti sulla SS 685, con esclusivo riferimento al tratto che attraversa la Valnerina. Nel dettaglio, si tratta di 10 chilometri compresi tra il km 41+500 e il km 51+500, sostanzialmente dalla zona di Vallo di Nera–Borgo Cerreto fino a Castel San Felice, nel Comune di Sant’Anatolia di Narco.

Nel corso dell’incontro Confesercenti ha ascoltato le forti preoccupazioni espresse dal Comitato, che riguardano innanzitutto l’impatto ambientale del progetto. “L’opera, così come attualmente concepita, rischia di stravolgere una delle valli più belle dell’Umbria e una strada che, nel corso degli anni, è diventata essa stessa un’attrazione, grazie alla qualità del paesaggio e alla straordinaria bellezza dei luoghi attraversati” spiegano in una nota.

Particolare allarme è stato manifestato per le possibili conseguenze sul fiume Nera e sul recupero del tracciato dell’ex ferrovia Spoleto-Norcia. Secondo quanto rappresentato dal Comitato, alcuni interventi interesserebbero direttamente il sedime ferroviario, mentre la realizzazione di piloni e opere strutturali potrebbe incidere sull’equilibrio idrogeologico e sulle falde. “Si rischierebbe così di compromettere un patrimonio ambientale e storico che dovrebbe, al contrario, essere recuperato e valorizzato come infrastruttura strategica per il turismo lento e sostenibile” sottolinea Confesercenti.

Altrettanto rilevanti sono le preoccupazioni economiche. “Cantieri destinati a protrarsi per molti anni comporterebbero inevitabilmente deviazioni, rallentamenti e un forte aumento dei tempi di percorrenza, con ricadute negative sull’intera economia dell’area, con vocazione turistica che in cui lavorano molte piccole imprese che a loro volta hanno numerosi dipendenti, questi si troveranno con il proprio posto di lavoro a rischio, costretti ad emigrare, accentuando lo spopolamento delle aree interne”.

Confesercenti spiega anche che: “La Valnerina, dopo le ferite provocate dal terremoto, sta ricostruendo con grande fatica una propria proposta turistica e dell’accoglienza, fondata soprattutto sulla natura incontaminata, sulla qualità del paesaggio, sui borghi e sulle attività all’aria aperta. Sottoporre questo territorio a un periodo così lungo di difficoltà negli accessi rischia di indebolire imprese che operano già in condizioni complesse e di vanificare una parte significativa del lavoro svolto negli ultimi anni”.

Nel corso dell’incontro è stata inoltre richiamata l’attenzione sulle conseguenze per i servizi sanitari e assistenziali. “Deviazioni e rallentamenti potrebbero sottoporre i cittadini della Valnerina, in particolare le persone anziane e fragili, a tempi di percorrenza molto più lunghi per raggiungere ospedali, presìdi sanitari e servizi essenziali. Un aspetto che deve essere valutato con la stessa attenzione riservata agli effetti ambientali ed economici”.

Dal confronto è emersa anche la convinzione che l’attuale progetto “non sia realmente voluto dal territorio” perché “Un iniziale consenso sarebbe maturato quando la portata e l’invasività degli interventi non erano ancora pienamente conosciute. Con la progressiva definizione del progetto sono invece cresciute le preoccupazioni delle comunità locali, delle imprese e delle amministrazioni interessate”.

Nella nota, viene sottolineato che: “Confesercenti Umbria non può non raccogliere l’allarme lanciato dal Comitato e dagli operatori economici della Valnerina. Chiediamo pertanto agli enti competenti e, in particolare, alla Regione Umbria di promuovere con urgenza un tavolo di confronto con ANAS, amministrazioni locali, organizzazioni economiche e rappresentanze del territorio”.

L’obiettivo, come specificato, “deve essere una revisione del progetto, orientata a interventi puntuali e mirati sui pochi tratti che presentano effettive criticità, evitando una trasformazione generalizzata e irreversibile della valle. La priorità deve essere la sicurezza della viabilità, ma insieme alla salvaguardia del paesaggio, dell’ambiente, dell’economia locale, dei servizi essenziali e della vocazione turistica della Valnerina”.


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