Pizzo: finti carabinieri e avvocati con messaggi ingannevoli, aumentano le denunce
Non si placano i tentativi di truffa, in particolare ai danni delle persone anziane; al pari dell’evoluzione delle relative modalità esecutive. La nuova dogana: telefonate fraudolente di pseudo carabinieri e avvocati, e messaggi telefonici ingannevoli. Tuttavia, sebbene nel tempo siano notevolmente diminuiti i colpi andati a segno, il Comando provinciale dei Carabinieri di Vibo Valentia invita a non abbassare la guardia. E, a tal proposito, proseguiranno le “lezioni” mirate alla prevenzione e all’informazione promosse dall’Arma, attraverso incontri e seminari finalizzati ad incrementare il livello di consapevolezza delle fasce più deboli sul proprio livello di esposizione al rischio.
Ed il comandante provinciale, il colonnello Antonio Parillo, in presenza di situazioni sospette e poco chiare invita a chiamare il 112 “la forza di polizia – spiega – che per prima riceve e segnala a tutte le altre; in modo che tutte le pattuglie di tutte le forze di polizia sappiano del verificarsi del fatto”. Una sorta di catena: segnalando al 112 la vicenda arriva a tutti. Inoltre, l’ufficiale rimarca sulla necessità di denunciare anche ogni tentativo di truffa “al fine di stare sempre al passo coi nuovi raggiri e monitorare come si muovono, realizzando una sorta di mappatura e guadagnando tempo per gli interventi”. La prevenzione e l’informazione restano fondamentali per contrastare il fenomeno.
Colonnello, perché gli anziani restano il bersaglio preferito di questo tipo di reati?
“Non è un caso. È una fascia vulnerabile segnata da maggiore fragilità e dipendenza dagli altri. E, facendo pressione sulle corde emotive, riescono a carpirne la fiducia e, purtroppo, a raggirarli”.
Quali tecniche utilizzano?
“Il repertorio è ampio e collaudato. C’è la distrazione, cioè il bombardamento di informazioni per confondere le idee; la finta autorevolezza, quando il truffatore si spaccia per un ente noto o una forza dell’ordine; la ricerca di reciprocità, mostrandosi gentili e disponibili per abbassare le difese; la simulazione di familiarità, fingendosi parenti; e infine la fretta, ponendo scadenze immediate che non lasciano tempo per riflettere. A questo si aggiungono vere e proprie tecniche di manipolazione”.
Come difendersi?
“Prendere tempo, fare domande, chiedere di verificare l’identità dell’interlocutore chiamando direttamente gli uffici di riferimento. Mai aprire la porta senza aver controllato chi ha suonato, mai consegnare denaro o gioielli a chi lo chiede con qualunque pretesto>> oltre a consultare un familiare prima di qualsiasi decisione che riguardi denaro <
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