Puglia

Addio all’allenatore Pippo Marchioro, nel 1987 guidò il Barletta alla storica promozione in B

Si è spento all’età di 90 anni Giuseppe Marchioro, per tutti semplicemente “Pippo”, ex calciatore e allenatore di lungo corso. Una delle figure più autentiche, signorili e romantiche del calcio italiano, che ha saputo unire l’eleganza dello stile alla concretezza dei risultati. Ex, tra le altre, di Milan, Cesena (storica qualificazione in Coppa Uefa), Avellino, Genoa, Reggiana e Venezia, tra i suoi successi più significativi spicca la stagione 1986-87 alla guida del Barletta, una cavalcata trionfale rimasta scolpita nell’almanacco del club biancorosso con la conquista della prima, storica promozione in serie B: subentrò a Romano Fogli dopo la sesta giornata di campionato, conducendo i biancorossi sino al secondo posto in classifica, a un punto di distanza dalla capolista Catanzaro, che valse l’attesissima promozione nella serie cadetta. La città esplose letteralmente di gioia, in una festa che durò alcuni giorni tra infiniti caroselli. E in quel Barletta, che all’epoca faceva parte della provincia di Bari, c’era un bel po’ di biancorosso barese, sia dentro che fuori dal campo: il centrocampista Lello Sciannimanico, il difensore Vito Petruzzelli e i dirigenti Dino Generoso e Piero Doronzo.

Un legame speciale con la Puglia per Marchioro, che dopo il capolavoro nella città della Disfida si sedette sulla panchina del Foggia di Casillo, in serie C1 (stagione 1987-88), lasciando un’impronta di professionalità e profondo rispetto umano. Con una carriera lunghissima e ricca di tappe prestigiose tra serie A e B, Marchioro è stato la dimostrazione di come la passione e le idee possano compiere vere e proprie imprese sportive. Un calcio cinico, ordinato e preciso il suo, fatto di sostanza e capace di pungere quando meno te lo aspetti. Una carriera lunghissima la sua, ricca di successi: il più recente è quello alla guida della Reggiana, quando negli anni ’90 scrisse pagine di storia pura, riuscendo nell’impresa di guidare gli amaranto emiliani, che aveva preso in C nel 1988, a una storica cavalcata sino alla serie A. Uomo di cultura, gentile e misurato nei toni, ha attraversato decenni di calcio mantenendo intatta la propria eleganza.




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