Presepe di piazza San Pietro, proposto un contributo regionale da 30mila euro per il progetto di Atessa

Un contributo regionale da 30mila euro per sostenere la realizzazione del presepe che sarà allestito in piazza San Pietro in occasione del Natale 2026. È quanto prevede un emendamento destinato all’associazione Amici del Presepe di Atessa, inserito tra gli interventi finanziari che saranno sottoposti all’esame del consiglio regionale.
L’associazione atessana è stata incaricata dal Governatorato dello Stato della Città del Vaticano di realizzare l’opera insieme all’arcidiocesi di Chieti-Vasto, alla Libera Confraternita degli Artisti e al Centro educazione carcerario Santi Pietro e Paolo di Vasto.
Il progetto porterà quindi in Vaticano l’arte presepiale, la cultura e le tradizioni abruzzesi, attraverso un allestimento destinato a essere visitato da pellegrini e turisti provenienti da tutto il mondo.
A presentare l’iniziativa sono i consiglieri regionali Francesco Prospero e Vincenzo Menna. «Con questo emendamento vogliamo sostenere concretamente una realtà che da anni custodisce e valorizza un patrimonio culturale e artistico di grande valore», dichiarano. «L’incarico affidato dalla Santa Sede rappresenta un motivo di orgoglio per tutto l’Abruzzo e merita di essere accompagnato da un adeguato sostegno istituzionale».
I due consiglieri hanno inoltre ringraziato l’assessore regionale alla Cultura Roberto Santangelo per aver messo a disposizione le risorse del fondo destinato alla cultura e gli altri consiglieri firmatari dell’emendamento.
«Si tratta di una proposta condivisa, nata dal lavoro dei rappresentanti del territorio», aggiungono Prospero e Menna. «Quando le istituzioni collaborano nell’interesse delle comunità si possono raggiungere risultati importanti».
L’emendamento sarà discusso nella seduta del consiglio regionale in programma il 14 agosto. «Ci auguriamo che possa essere approvato all’unanimità», concludono i due consiglieri. «Sostenere chi rappresenterà l’Abruzzo in piazza San Pietro significa investire nella nostra identità e nelle nostre tradizioni».
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