Molise

San Pietro Avellana, un libro riporta a casa la storia del Tesoro di Sant’Amico – isNews

Venerdì 7 agosto la presentazione del volume d’esordio di Francesco Lombardi, dedicato agli argenti medievali del monastero benedettino


SAN PIETRO AVELLANA. Sarà presentato venerdì 7 agosto, alle ore 18, nella Sala Convegni di viale Emma Rossi, il volume ‘Il Tesoro di Sant’Amico. Tra devozione, guerra e riscoperta’, opera prima di Francesco Lombardi, pubblicata dalla casa editrice Terzo Millennio. L’iniziativa è organizzata con il patrocinio di Iresmo, della Città di Sulmona, del Consorzio Assomab Alto Molise e della Pro Loco di San Pietro Avellana.

A dialogare con l’autore saranno Angela Caruso, docente di materie letterarie, e Giuseppe Iglieri, presidente di Iresmo. Interverrà inoltre la dottoressa Dora Catalano, storica dell’arte e già soprintendente Abap per il Molise, con un approfondimento dedicato al valore storico-artistico del Tesoro di Sant’Amico e al suo significato nel contesto del patrimonio culturale dell’Appennino.

Il volume è il risultato di un’approfondita ricerca storica e documentaria dedicata al prezioso complesso di argenti liturgici appartenuto per secoli all’antico cenobio benedettino di San Pietro Avellana. Due calici medievali, una croce astile, un reliquiario e la testa-reliquiario del santo costituivano uno dei più importanti nuclei di arte sacra dell’Appennino centrale. Nel 1943, per sottrarli ai bombardamenti della Linea Gustav, le opere furono trasferite a Montecassino e successivamente a Roma, perdendo progressivamente il legame con il territorio d’origine. Attraverso l’incrocio di fonti archivistiche, documentazione fotografica, analisi storico-artistiche e moderne tecnologie di rilievo digitale, Lombardi ricostruisce per la prima volta la vicenda completa del Tesoro, identificando i manufatti superstiti e restituendone la storia alla comunità.

Residente a San Pietro Avellana, l’autore da anni si dedica allo studio e alla valorizzazione del patrimonio culturale dell’Appennino centrale. Più che la storia di un tesoro, il libro racconta il ruolo che il paese ha avuto nel corso dei secoli all’interno delle reti religiose, culturali ed economiche dell’Appennino, mostrando come il monastero benedettino non fosse una realtà isolata, ma un centro inserito in un sistema di relazioni che collegava l’Alto Molise ai principali monasteri e ai più importanti centri artistici dell’Italia centrale. Ne emerge una lettura nuova del territorio, che restituisce alle aree interne il ruolo storico avuto nella costruzione dell’identità culturale dell’Appennino.

Ampio spazio è dedicato anche al tema della tutela attraverso le nuove tecnologie: un’intera sezione riguarda il progetto di rilievo fotogrammetrico e scansione tridimensionale delle opere, grazie al quale è stato possibile realizzare modelli digitali ad alta definizione, utili non solo alla ricerca scientifica ma anche alla conservazione, alla divulgazione e alla promozione del patrimonio delle aree interne. Il volume affronta inoltre i rapporti tra il monastero e la grande tradizione dell’oreficeria medievale sulmonese, ponendo al centro soprattutto la ricostruzione della memoria storica della comunità.

“Questo libro nasce dal desiderio di restituire alla comunità di San Pietro Avellana una parte della propria memoria – afferma Francesco Lombardi -. Ogni documento ritrovato, ogni fotografia e ogni opera identificata hanno contribuito a ricostruire una storia che appartiene non soltanto al paese, ma all’intero Alto Molise. Credo che conoscere il proprio passato sia il primo passo per valorizzare davvero il territorio e costruirne il futuro.”


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