Finora arrivati 8 miliardi dai proventi degli asset russi immobilizzati in Ue – Altre news
(V. ‘Von der Leyen, ‘Mosca pagherà, a Kiev…’ delle 10.38)
I fondi annunciati da Ursula von
der Leyen a favore di Kiev provengono da attività della Banca
Centrale russa immobilizzate a seguito delle sanzioni dell’Ue.
Sebbene le attività stesse rimangano immobilizzate, gli
interessi sui saldi di cassa non appartengono alla Russia e, su
proposta della Commissione e dell’Alto rappresentante, il
Consiglio ha deciso che questi profitti netti debbano essere
utilizzati a sostegno dell’Ucraina.
Il 95% dei proventi sarà utilizzato a sostegno
dell’Ucraina tramite il Meccanismo di cooperazione per i
prestiti all’Ucraina (Ulcm) e il 5% tramite il Fondo europeo di
pace. L’Ulcm fornisce un sostegno a fondo perduto per aiutare
l’Ucraina a rimborsare il prestito di assistenza
macrofinanziaria dell’Ue erogato nel corso del 2025, nonché i
prestiti forniti dai creditori bilaterali del G7 nell’ambito
dell’iniziativa “Era”. Il sostegno totale nell’ambito dei
prestiti Era ammonta a 45 miliardi di euro.
Dal momento del loro immobilizzazione, i beni russi hanno
generato un totale di 8 miliardi di euro di profitti
straordinari. A seguito delle proposte della Commissione e
dell’Alto rappresentante, nel febbraio 2024 il Consiglio ha
deciso che i depositari centrali di titoli che detengono più di
1 milione di euro in attività e riserve della Banca centrale
russa, immobilizzate a causa delle sanzioni, devono accantonare
le disponibilità liquide straordinarie accumulate a causa di
tali sanzioni e non possono disporre dei proventi netti
derivanti da tali attività. Il 21 maggio 2024 il Consiglio ha
adottato una serie di atti legislativi che consentono l’utilizzo
di tali profitti netti a beneficio dell’Ucraina.
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