Ospedale Terni, il dibattito si polarizza: tandem Bandecchi-centrodestra, il Patto avanti attacca

«Lo spazio per le narrazioni è terminato, un eventuale confronto non potrà verificarsi prima della trasmissione, da parte della Regione, di atti concreti, compreso il cronoprogramma. C’è già chi scrive che il centrodestra è d’accordo con Bandecchi, ma non è questo il punto, è sciocco porla su questo piano; non sono importanti le questioni politiche, di fronte a questioni di merito che riguardano l’ospedale. Il metodo del centrosinistra proposto dalla governatrice Stefania Proietti è stato buono solo a dividere la città sulle possibili soluzioni, quando non c’è nessuna certezza sulla realizzazione dell’ospedale. La giunta regionale deve assumersi le proprie responsabilità, non alimentare un inutile dibattito che in sette mesi ha solo ridotto da 8 a 4 le possibili location per il nosocomio». Così a inizio settimana parlava il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Spada, Roberto Pastura, quando il consiglio comunale approvava un suo atto d’indirizzo sul nuovo Santa Maria.
Per il pomeriggio di mercoledì, proprio nella sede municipale di Terni è in programma una conferenza stampa di Alternativa popolare e centrodestra sulla posizione unanime assunta e prima ancora che questa abbia luogo, a dare il senso della polarizzazione dello scontro è la nota delle forze politiche del Patto Avanti: «L’atto votato da centrodestra e Alternativa Popolare non anticipa di un giorno il cantiere e non presenta alcuna soluzione alternativa. Chi ha lasciato due project financing bocciati e chi non ha consegnato il progetto promesso non può impartire lezioni alla città».
L’insinuazione alla rinascita di un’alleanza politica che fu è presto servita e l’attacco va anche oltre: «Si utilizza il consiglio comunale per costruire un potere di interdizione politica contro chi sta cercando di rimettere in moto ciò che la destra ha lasciato fermo. Nei cinque anni della Giunta Tesei infatti sono state esaminate due proposte di project financing. La prima è stata dichiarata non fattibile nell’agosto 2023; la seconda è stata bocciata nel settembre 2024 dal gruppo interdirezionale incaricato dalla stessa amministrazione regionale. Non fu il centrosinistra a bocciare quelle operazioni, furono i tecnici e gli organismi di valutazione nominati dalla stessa Giunta Tesei. Il progetto non comprendeva neppure diverse dotazioni indispensabili, come le attrezzature sanitarie, gli arredi e i moderni sistemi di logistica ospedaliera. Un esempio di incompetenza imbarazzante. L’Azienda ospedaliera avrebbe inoltre dovuto sostenere per decenni canoni da decine di milioni di euro, sottraendo risorse a medici, infermieri e prestazioni ai cittadini».
«Oggi – proseguono dal Patto Avanti – gli stessi esponenti che governavano l’Umbria fingono che quelle bocciature non li riguardino e ripropongono il partenariato pubblico-privato come una scorciatoia, ignorando le ragioni tecniche e finanziarie per cui è stato respinto. Ancora meno credibile è la propaganda di Stefano Bandecchi. Il 5 febbraio 2026 il sindaco trasformò l’Assemblea legislativa in un palcoscenico, arrivando a Perugia con una delegazione e provocando l’interruzione dei lavori. Chiese che fossero consegnati al Comune i circa 180 milioni derivanti dalla manovra fiscale regionale, sostenendo che con quelle risorse avrebbe costruito l’ospedale in quattro anni».
Durante lo stesso confronto, la presidente Proietti gli chiese di predisporre un Docfap relativo alla soluzione di Colle Obito. Bandecchi accettò pubblicamente l’impegno e dichiarò: «Tempo un mese ed è pronto». Di quel documento promesso, non è mai stata resa pubblica alcuna versione. Il sindaco non ha accelerato il percorso. Lo ha reso più conflittuale e confuso, sostituendo il confronto istituzionale con manifestazioni, insulti e ultimatum. Anche nell’ultima seduta del Consiglio comunale ha preferito definire la presidente della Regione una ‘bugiarda seriale’ anziché presentare il progetto alternativo promesso. La differenza con il passato è semplice: oggi esiste un Documento di fattibilità delle alternative progettuali. Sono state comparate otto soluzioni considerando funzionalità sanitaria, costi, tempi, accessibilità, viabilità e aspetti urbanistici, geologici, idrogeologici e ambientali. Sabbione è risultata prima nella graduatoria tecnica, seguita da Campitello e dalla soluzione integrata di Colle Obito. Il sito definitivo non è stato ancora scelto e proprio per questo si aprirà il confronto pubblico. Presentare Sabbione come una decisione irrevocabile è falso. Descriverla come una proposta arbitraria e priva di valutazioni è altrettanto falso. Il nuovo ospedale di Terni deve diventare uno dei poli sanitari più moderni e attrattivi del Centro Italia. Il percorso va controllato, migliorato e accelerato. Non sabotato da chi ha già fatto perdere alla città cinque anni».
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