Truffe agli anziani, a Venezia trovata una donna con denaro e gioielli che non sa giustificare
La Polizia di Stato di Venezia ha denunciato una cittadina italiana per ricettazione dopo averla fermata alla stazione di Venezia Mestre con gioielli e contanti per circa 2.000 euro, ritenuti probabile provento di truffe agli anziani. Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità di terzi.
Il controllo è scattato durante i servizi ordinari di vigilanza sulle banchine dei treni diretti a Roma, Napoli e Milano Centrale. Gli agenti del Compartimento Polizia Ferroviaria per il Veneto hanno notato una donna che si allontanava frettolosamente dall’area partenze e mostrava un atteggiamento nervoso. Perquisendo lo zaino che portava con sé sono emersi gioielli e denaro contante per un valore complessivo stimato in circa 2.000 euro.
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La donna avrebbe dichiarato di aver trovato il materiale a terra poco prima, circostanza giudicata dagli investigatori non credibile. Accompagnata negli uffici di polizia per ulteriori accertamenti, è stata poi identificata e le risultanze investigative – sviluppate in collaborazione con la Tenenza dei Carabinieri di Mira (VE) – hanno portato alla denuncia all’Autorità Giudiziaria per il reato di ricettazione.
La ricettazione, prevista dall’articolo 648 del codice penale, riguarda il possesso di beni provenienti da reato. Nel caso in esame, gli elementi raccolti hanno convinto gli inquirenti che gli oggetti e il denaro fossero verosimilmente il frutto di truffe ai danni di persone anziane, senza tuttavia procedere ad alcuna accusa definitiva: spetta ora all’autorità giudiziaria valutare gli atti raccolti.
La Polizia Ferroviaria, oltre ai compiti di controllo dei flussi passeggeri e di prevenzione dei reati in ambito ferroviario, svolge attività d’indagine quando emergono indizi di reati quali furti, ricettazione o truffe. In questo caso gli accertamenti congiunti con i carabinieri locali hanno consentito un rapido sviluppo investigativo, secondo quanto riferito dagli uffici coinvolti.
L’episodio si inserisce in un quadro di attenzione generale verso le truffe agli anziani, reato che spesso si manifesta con diversi stratagemmi: dal finto avvertimento su problemi bancari a falsi incarichi istituzionali che richiedono consegne di denaro o preziosi. Le autorità raccomandano prudenza e l’attivazione di canali ufficiali in caso di richieste sospette.
Le verifiche non si sono limitate al rinvenimento immediato. Gli investigatori stanno ora approfondendo eventuali collegamenti a reti più ampie e la provenienza esatta dei beni sequestrati, per stabilire se la donna abbia agito come ricetrice o se vi siano altri soggetti coinvolti nelle presunte truffe.
Al momento non risultano chiuse le indagini della Squadra di Polizia Giudiziaria del Compartimento Polfer Veneto, che continuerà ad acquisire elementi utili a chiarire dinamica e responsabilità. Si trattiene tuttavia che la denuncia presentata all’Autorità Giudiziaria costituisca un atto formale sulla base degli indizi raccolti fino ad oggi.
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