Emilia Romagna

Debutta “La Cultura nello Sport”, il primo incontro dedicato ai benefici dell’attività fisica


È partita venerdì pomeriggio al Bagno Tiki 26 di Rimini la terza edizione de “La Cultura nello Sport”, il ciclo di quattro incontri gratuiti dedicati alla promozione dell’attività fisica, del benessere e dei corretti stili di vita. L’iniziativa, ideata dalla personal trainer Elen Souza e dal fotografo Giorgio Salvatori, ha richiamato un folto pubblico per il primo appuntamento, intitolato “Lo sport fa bene al cuore, e non solo”.

Al centro dell’incontro il ruolo dell’esercizio fisico nella prevenzione e nella tutela della salute cardiovascolare, affrontato attraverso gli interventi del sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, del direttore della Cardiologia dell’ospedale Bufalini di Cesena Andrea Santarelli, del docente di Sociologia della Salute dell’Università di Bologna Antonio Maturo e della cardiologa Erika Vidal, collegata da Rio de Janeiro.

Nel corso dell’evento hanno portato il loro saluto anche l’assessora regionale allo Sport Roberta Frisoni, il vicepresidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Rimini Franco Mandolesi, la coordinatrice del Dipartimento di Scienze per la Qualità della Vita dell’Università di Bologna Raffaella Casadei, Lorenzo Lari, organizzatore del Festival della Cultura, e Andrea Montanari di RivieraBanca.

“Una partecipazione così importante testimonia quanto sia forte e radicata a Rimini la cultura della salute, del movimento e del benessere – ha affermato il sindaco Jamil Sadegholvaad -. Crescendo impariamo che fare attività fisica serve per stare bene e vivere meglio. Per questo abbiamo voluto investire con coraggio per restituire gli spazi urbani alla cittadinanza, trasformando molte aree in spazi pedonali e vivibili. È stata una sfida non priva di polemiche, ma credo fermamente che sia una battaglia vinta per la qualità della vita della nostra città. L’attività fisica deve essere considerata una vera e propria precondizione per la salute pubblica”.

Il cardiologo Andrea Santarelli ha sottolineato l’importanza di considerare il movimento come una vera e propria terapia: “L’esercizio fisico non è semplicemente un’attività sportiva generica: è un’attività pianificata per migliorare il proprio stato di salute. Va prescritto come una vera e propria terapia per tipologia, intensità, frequenza e modalità. L’attività fisica regolare (150-300 minuti a settimana di intensità moderata o 75-150 minuti di intensità vigorosa) riduce la mortalità cardiovascolare del 20-35%. Inoltre, non sono importanti solamente gli esercizi aerobici: anche gli esercizi di resistenza e potenziamento muscolare riducono gli eventi cardiovascolari e la mortalità per tutte le cause”.

Sul rapporto tra salute, città e relazioni sociali si è soffermato Antonio Maturo: “Il contesto sociale e urbano in cui viviamo non è mai neutrale: ci modella e ci spinge verso certi comportamenti. Oggi luoghi riqualificati e dotati di “arredamento sportivo” ci orientano naturalmente verso il benessere. Lo sport è una questione di cuore, sì, ma inteso non solo come organo da allenare, bensì come solidarietà, relazione e integrazione. Per questo motivo, lo sport e i suoi spazi rappresentano il più forte antidoto contro l’emergenza della solitudine, una condizione capace di danneggiare il corpo come fumare 15 sigarette al giorno. Creare occasioni di incontro sportivo e comunitario significa fare una vera e propria politica sociale della salute, concreta e gratuita”.

La cardiologa Erika Vidal ha invece raccontato la propria esperienza personale e professionale: “Ho capito che per prendermi cura delle persone in modo reale dovevo comprendere il paziente a 360 gradi. La salute cardiovascolare non è un organo isolato, ma il risultato di come viviamo. La salute è un processo unico di costruzione e l’esercizio ne è un pilastro fondamentale. L’ho vissuto sulla mia stessa pelle, quando mi sono ritrovata ad affrontare un carico di stress enorme. È stato grazie al contatto con la natura e all’incontro con Elen che ho fatto dell’allenamento una priorità inamovibile. A chi si chiede se l’esercizio sia sicuro o chi possa praticarlo, la risposta è chiara: salvo rare eccezioni, la maggior parte delle persone non solo può, ma deve fare esercizio. Anche per chi ha già una malattia cardiovascolare, il movimento è parte integrante della cura. L’esercizio non fa bene solo al cuore, fa bene a tutto il nostro organismo”.

Soddisfatta per la partecipazione anche Elen Souza: “È davvero bellissimo vedervi qui oggi: questo evento è un sogno che stiamo realizzando insieme da tre anni, una promessa che abbiamo fatto e che oggi stiamo mantenendo. Per noi, come squadra, l’importante non è soltanto fare attività fisica: è fondamentale anche sentire, confrontarci e capire fino in fondo perché lo facciamo. È una filosofia che pratichiamo da tre anni e che si inserisce in una sfida che abbiamo accettato otto anni fa, quando siamo arrivati al Tiki 26. Vedere i volti e i sorrisi di tanti allievi presenti mi riempie di gioia. Il progetto ‘La Cultura nello Sport’ è nato dal nostro team, ma affonda le sue radici soprattutto nella realtà dei nostri allievi e nelle esperienze che ci portano ogni giorno”.

La rassegna proseguirà venerdì 7 agosto, sempre alle 18 al Bagno Tiki 26, con l’incontro “Move Your Life. Lo stile di vita che costruisce salute”, che vedrà la partecipazione del direttore generale dello Ior Fabrizio Miserocchi, dell’allenatore della Nazionale italiana di beach volley Matteo Galli, di Gaetano Barbuto e del fisioterapista Alessandro Pinto. Sono inoltre in programma altri due appuntamenti il 28 agosto, dedicato al rapporto tra nutrizione e movimento, e il 4 settembre, incentrato sul tema della qualità della vita.


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