Ambiente

Mukiibi (Slow Food), ‘raccogliamo eredità di Petrini, cibo unisce e costruisce pace’ – Fiere e Eventi

Raccogliere l’eredità di Carlo
Petrini e rafforzare una rete globale capace di affrontare le
sfide del cambiamento climatico, della perdita di biodiversità e
dei conflitti attraverso il cibo. È il messaggio del presidente
internazionale di Slow Food, Edward Mukiibi, in vista del
congresso che quest’anno si chiama Assemblea dei partecipanti, a
Torino, la prima occasione di riunione mondiale dopo la
scomparsa del fondatore.

   
“Questo è il momento più importante in cui riuniamo la nostra
rete internazionale. Avremo circa 1.500 delegati provenienti da
120 Paesi – afferma Mukiibi in un incontro a Roma all’ANSA – che
porteranno esperienze e progetti concreti: dalla tutela della
biodiversità al risparmio delle risorse nelle attività agricole,
fino alle strategie per affrontare la siccità. Il nostro
obiettivo è dare visibilità a questa rete e mostrare ciò che sta
realmente accadendo nelle diverse parti del mondo”. Per il
presidente internazionale di Slow Food, agronomo, educatore,
sostenitore dell’agroecologia e cresciuto in una famiglia di
agricoltori nell’Uganda centrale, il cuore dell’evento è il
confronto tra culture alimentari diverse. “Vogliamo che le
persone comprendano che non siamo differenti, ma semplicemente
diversi. È il momento per incontrarsi, dialogare e condividere
conoscenze, mettendo in comune le soluzioni ai problemi che
colpiscono territori lontani tra loro. Una comunità che affronta
la crisi idrica in Africa può offrire risposte utili a chi vive
situazioni analoghe in Asia, e viceversa”, dice Mukiibi
candidato alla presidenza nelle elezioni di settembre.

   
L’Assemblea dei partecipanti si tiene in contemporanea a
Terra Madre Salone del Gusto 2026, in programma a Torino dal 24
al 27 settembre, che quest’anno assume un significato
particolare perché coincide con i 40 anni di Slow Food Italia.

   
La 16/a edizione della manifestazione internazionale dedicata al
cibo ‘buono, pulito e giusto’ sarà ospitata nel centro della
città con il claim ‘Biodiversity – Be Diversity’, un richiamo al
valore della biodiversità nelle sue dimensioni naturale,
agricola, gastronomica, culturale e sociale. Anche un momento,
sottolinea Mukiibi “per rinnovare il nostro impegno verso la
visione e l’eredità di Carlo che ha preparato il movimento a
questa fase: nel 2022 aveva scelto di lasciare la guida
dell’organizzazione per favorire una nuova leadership, più
giovane e dinamica. Il fatto che oggi Slow Food sia una rete
globale così forte dimostra quanto fosse lungimirante quella
scelta”.

   
Secondo il presidente internazionale, la scomparsa del
fondatore rende ancora più urgente proseguire il percorso
tracciato. “La sua assenza ci unisce ancora di più e ci spinge a
lavorare con maggiore determinazione per costruire un mondo
buono, pulito e giusto e per difendere la sua eredità”. Il suo
primo incontro con Petrini nel 2008 a Terra Madre, “un momento
di grande ispirazione”. Mukiibi richiama infine le grandi sfide
globali che Petrini considerava prioritarie. “Era profondamente
preoccupato per i conflitti e per il cambiamento climatico e ci
ha affidato la responsabilità di contrastare questa crisi. È una
responsabilità che assumo con orgoglio, perché nessun altro lo
farà al posto nostro”. Per il presidente di Slow Food, il cibo
resta il principale strumento di cambiamento. “Attraverso il
cibo possiamo costruire pace, creare speranza, rafforzare le
relazioni tra le persone e contribuire a fermare il cambiamento
climatico. È il linguaggio universale che unisce tutti i
popoli”.

   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA


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