la Fiom denuncia la fiducia tradita

La Fiom Cgil di Modena ha denunciato quella che definisce una “nuova doccia fredda” per i lavoratori dello stabilimento Maserati di Modena: dopo annunci di discontinuità degli ammortizzatori sociali arrivati appena due settimane fa, l’azienda ha comunicato ai sindacati e alle rappresentanze sindacali aziendali una nuova richiesta di cassa integrazione ordinaria.
L’annuncio di luglio e la speranza dei lavoratori
Il 6 luglio, l’amministratore delegato Santo Ficili aveva incontrato i sindacati e le Rsa dello stabilimento modenese, anticipando che non ci sarebbe stato bisogno di prorogare il contratto di solidarietà, attualmente in vigore fino alla fine di luglio. L’8 luglio seguente, al tavolo nazionale sull’automotive convocato al ministero delle imprese e del made in Italy, si era parlato di “direzione positiva” per il futuro dello stabilimento e dell’imminente fine degli ammortizzatori sociali. Nelle assemblee con i lavoratori, la notizia era stata accolta con cauto ottimismo. “Qualche sopito barlume di fiducia sulle prospettive si è acceso”, scrive la Fiom nella nota diffusa il 29 luglio.
La nuova cassa integrazione
Il 27 luglio, però, Maserati ha inoltrato alle organizzazioni sindacali e alle Rsa la comunicazione — prevista per legge — dell’intenzione di ricorrere a due settimane di ammortizzatori sociali per la quasi totalità degli operai e per una parte degli impiegati, subito dopo il periodo feriale. L’azienda ha spiegato che si tratta di ammortizzatori ordinari, legati a un periodo temporalmente definito, in una fase in cui lo stabilimento sta lanciando la nuova gamma Model Year 2027 delle vetture Gran Turismo e Gran Cabrio, insieme alla MC Pura.
La denuncia del sindacato
La Fiom non nasconde la preoccupazione per l’impatto sui lavoratori. Il comunicato firmato dalle Rsa Maserati Modena e dalla segretaria Fiom Cgil Modena Stefani Ferrari ricorda che i dipendenti “hanno trascorso in cassa integrazione buona parte del 2025 e quasi interamente il 2024”, e che molti denunciano difficoltà a sostenere affitti e rate di mutuo. Il sindacato segnala anche tensioni interne all’organizzazione aziendale, con la perdita di professionalità qualificate.
“Le Rsa e le organizzazioni sindacali e soprattutto le lavoratrici ed i lavoratori Maserati hanno bisogno di certezze, di prospettive affidabili, di lavorare e di essere retribuiti per il loro lavoro”, si legge nella nota. Il comunicato si chiude con una frase secca: “La fiducia è una cosa seria”.
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