Lazio

giornalisti trasferiti a vendere maglie negli store ufficiali

«Maglie e gadget venduti da giornalisti negli store dell’A.S. Roma: non è una nuova trovata comunicativa della società calcistica, ma la surreale realtà».

Con queste parole di dura condanna si apre il comunicato ufficiale diffuso lunedì 27 luglio 2026 dall’Associazione Stampa Romana, il sindacato regionale dei giornalisti del Lazio, che contesta apertamente la decisione dell’azienda capitolina riguardo alla riorganizzazione del proprio personale.

Al centro delle critiche della sigla sindacale vi è il ridimensionamento professionale subito da quattro giornalisti, precedentemente impiegati nell’area comunicazione e media del club, indirizzati ora alla vendita al dettaglio dei prodotti ufficiali all’interno dei punti vendita dell’A.S. Roma.

Le critiche del sindacato: “Una scelta inaccettabile”

Per Stampa Romana si tratta di un provvedimento privo di coerenza gestionale e lesivo delle competenze professionali maturate dai lavoratori impiegati nell’informazione sportiva:

«È una scelta incomprensibile e inaccettabile quella della Roma che nell’ambito della sua riorganizzazione ha deciso di destinare quattro colleghi ai negozi invece di collocarli, come naturale, nell’ufficio stampa. Una scelta che penalizza la professionalità dei giornalisti e danneggia la stessa azienda.» Associazione Stampa Romana.

Il paradosso nel giorno del tavolo istituzionale sullo Stadio

Il sindacato ha evidenziato inoltre il forte contrasto tra questa decisione di spending review e le ambizioni di crescita del club, notando come la notizia sia emersa in concomitanza con un importante vertice istituzionale riguardante le infrastrutture della società:

«Una situazione che stride con l’immagine di una società che utilizza al meglio le proprie risorse, soprattutto nel giorno in cui a Palazzo Chigi con ministri, sindaco e presidente di Regione si annuncia un altro passo avanti per il nuovo stadio.»

In chiusura di nota, l’Associazione Stampa Romana ha lanciato un appello ai vertici dell’A.S. Roma affinché recedano dal provvedimento, assicurando che l’organismo di categoria «sarà in ogni sede al fianco dei colleghi» per tutelare i loro diritti contrattuali e la loro dignità professionale.

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