la manovra di Fedriga divide la politica regionale

“Un’iniezione di risorse che mira a dare risposte concrete a tutti i settori, promuovendo e stimolando la crescita del Friuli Venezia Giulia”. Riassume così la manovra di assestamento al bilancio il governatore regionale Massimiliano Fedriga, illustrando i criteri che hanno guidato la destinazione di oltre un miliardo di euro.
Fedriga: “Nel 2018 l’assestamento era di 80 milioni”
“La manovra prevede investimenti significativi per le attività produttive, il turismo, l’agricoltura e, in particolare, per gli enti locali, a cui sono state destinate ingenti risorse per infrastrutture sul territorio — ha continuato Fedriga — i patti finanziari con lo Stato contribuiscono con un risparmio di circa 400 milioni di euro annui, ma la crescita maggiore deriva dal circolo virtuoso generato dagli investimenti resi possibili da una gestione virtuosa e dalla crescita del gettito fiscale, che sono la leva per lo sviluppo del territorio, delle imprese e dei lavoratori, senza aumentare le tasse. Rispetto al 2018, quando l’entità dell’assestamento ammontava a circa 80 milioni, il bilancio regionale è cresciuto da 4,1 a 6,6 miliardi di euro. Tale incremento, superiore al 50 per cento, è alimentato da risorse proprie della Regione ed è la dimostrazione di come non sia necessario aumentare le tasse a carico dei cittadini o attuare misure draconiane per implementare le disponibilità dell’Amministrazione, quanto piuttosto favorire processi di sviluppo che aiutano le imprese, i lavoratori e, di conseguenza, anche i bilanci pubblici”.
I punti salienti della manovra
In dettaglio, la suddivisione della manovra per le singole direzioni è così ripartita: riportando per ciascuna direzione il
valore complessivo e, tra parentesi, la relativa incidenza percentuale sul totale della manovra: Attività produttive e
turismo: 129.466.680 euro (12,23 per cento); risorse agroalimentari, forestali e ittiche: 94.400.000 euro (8,92 per cento); difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile: 102.364.619 euro (9,67 per cento); infrastrutture e territorio: 228.610.081 euro (21,59 per cento); Protezione civile della Regione: 3.433.305 euro (0,32 per cento); cultura e sport: 67.637.454 euro (5,34 per cento); lavoro, formazione, istruzione e famiglia: 14.673.600 euro (1,39 per cento); salute, politiche sociali e disabilità: 125.481.400 euro (11,85 per cento); autonomie locali, funzione pubblica, sicurezza e politiche dell’immigrazione: 212.134.450 euro (20,04 per cento); patrimonio, demanio, servizi generali e sistemi informativi: 27.990.000 euro (2,64 per cento); finanze: 41.874.166 euro (3,90 per cento); uffici di Presidenza: 22.236.694 euro (1,62 per cento). “I principali assi di intervento — ha dichiarato l’assessore regionale al Bilancio, Barbara Zilli — riguardano infrastrutture, autonomie locali, salute e attività produttive, ai quali si affiancano importanti misure dedicate alla scuola, al sociale, alla transizione energetica e alla valorizzazione del territorio”.
Moretuzzo (Patto): “Ennesima occasione persa”
La manovra non è stata apprezzata dalle opposizioni in consiglio regionale, che hanno votato contro. Tra i critici anche Massimo Moretuzzo, capogruppo capogruppo del Patto per l’Autonomia-Civica Fvg: “La manovra di assestamento approvata oggi dalla maggioranza, come sempre negli ultimi anni ricca, rappresentava una delle ultime occasioni per utilizzare al meglio le ampie risorse a disposizione dell’amministrazione regionale su questioni decisive per il futuro della Regione. Eppure, ancora una volta, su temi cruciali la Maggioranza ha scelto di preoccuparsi più del consenso elettorale che del futuro del Friuli Venezia Giulia. Sul fronte ambientale si è persa l’ennesima possibilità di
mettere in campo azioni significative per contrastare i cambiamenti climatici; sul fronte del lavoro, la regione vive situazione che avrebbe richiesto interventi importanti, invece le risorse si disperdono in mille rivoli, dalle centinaia di migliaia di euro per influencer e showgirl, ai milioni regalati agli alberghi 5 stelle e a iniziative promozionali di utilità discutibile”. Per il consigliere, infine, c’è una disparità di trattamento in base al colore politico delle amministrazioni cittadine: “Mentre altrove si distribuiscono risorse in modo generoso, Udine viene sistematicamente colpita perché non allineata politicamente: si pensi ai tagli dei finanziamenti per il Mercato ortofrutticolo o per il Teatro Giovanni da Udine”.
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