Ho dovuto attraversare il Brasile per scoprire una capacità rivoluzionaria: l’attenzione
di Pasquale Sanzullo
Nel nuoto il mio nome era conosciuto, perfino rilevante. Mi sono sentito importante, minuti in cui lo sguardo di molti seguiva ogni mio gesto. In quei momenti di gioia altissima sembrava che il mondo intero si fosse accorto di me. Poi ho fatto questo viaggio in Brasile, e mi sono accorto che il mondo è raggiungibile ma non ti raggiunge; sono bastate 12 ore di aereo per scoprirsi un perfetto sconosciuto.
Quando il presente appare glorioso non si immagina il futuro. A 9000 km di distanza, sotto un cielo che contiene altri colori, in una terra che produce frutti senza paragoni, si ragiona con parole che non mi avevano mai raggiunto. Ti sembra di rinascere quando rientri da una serata passata in un altro emisfero, di fronte a persone che cercano la gratificazione in un contesto imprevisto, in località che non avevi mai sentito nominare.
Cambia la ritualità, l’energia ti viene addosso, l’essenziale non è obiettivo ma tentazione. Qui la natura prima ti smarrisce poi ti completa. Dapprima l’incapacità di contenerla (che spiega la frustrazione), poi sperimenti la pienezza. La pienezza ha il gusto della pace. Non suggerisco la pace del silenzio; quella che mi incanta è la pace di questa vegetazione che si esprime senza limiti. È il doping dei sensi, il potenziamento della capacità sensoriale, la ricalibrazione dell’essere umano. Sono inesauribili le riserve di benessere che l’essere umano può contenere, il problema sta nei primi accumuli. È fondamentale visualizzare questa eventualità che ci coglie alla sprovvista, ma se non visualizzate e reggete il colpo non fatevi intimidire; come per un vergine che si trova a letto per la prima volta con Angelina Jolie, il presente vi sfuggirà di mano immediatamente. Avrete apprezzato poco o niente, eppure siete agli albori di un viaggio senza fine: l’accesso alla sensibilità. È un viaggio per soli esploratori, riconoscere lo spettacolare nell’ordinario è la qualità di pochi, ciò che per molti appare ripetitivo per pochi appare unico.
A questo punto vi chiederete: una volta che hai sfiorato il settimo cielo, che hai sentito l’orgasmo fin dentro la punta dei piedi, che hai fatto l’amore con la pienezza, entreranno mai più nuove sorprese? Cosa potrebbe scuoterci ancora? State sereni, tra le orecchie, nella nostra spugna di neuroni lo spazio per la nuova sfumatura si dilata dall’interno, proprio come fa l’universo.
La preoccupazione sta nel procedere lungo quel “viaggio senza fine” senza deragliare. In una società che ci imbottisce di notizie, che è vorace della nostra attenzione, la virtù sta nel riconoscere il valore nell’unico tempo che permette il salto di qualità, il presente. Ogni volta che al cinema accumulate frasi dimenticandovi della priorità (guardare il film), ogni volta che guardate una serie tv a velocità 1.5x state rinunciando al salto di qualità.
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