scattano gli arresti domiciliari per un 29enne

SAN PIETRO VERNOTICO – Una lunga scia di maltrattamenti, insulti e aggressioni fisiche culminata nell’ennesimo episodio di violenza tra le mura domestiche. È la triste vicenda ricostruita dai carabinieri della stazione di San Pietro Vernotico, al comando del luogotenente Vincenzo Corianò, che, nella serata di giovedì 24 luglio, ha portato all’applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico nei confronti di un operaio di 29 anni del posto.
L’ordinanza è stata emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, dott.ssa Gianna Martino, su richiesta della Procura. Il giovane è gravemente indiziato del reato di maltrattamenti contro familiari o conviventi (art. 572 c.p.).
A far scattare le indagini è stata la denuncia-querela presentata il 10 luglio scorso dalla convivente, una 30enne del posto, esasperata dai continui maltrattamenti subiti. Offese, insulti, minacce che l’hanno completamente destabilizzata rischiando di compromettere la sua salute mentale. La donna era arrivata a recarsi a fare la spesa in compagnia di un’amica, tanta la paura di incontrare colui che era ormai era diventato il suo ex.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’ultimo grave episodio, quello che ha convinto la 30enne a chiedere aiuto ai carabinieri, si sarebbe verificato nella mattinata del 9 luglio all’interno dell’abitazione della coppia, la cui relazione durava da circa 3 anni. In preda a un accesso di gelosia, l’uomo, dopo aver scoperto una “chat” con un ragazzo, avrebbe prima insultato e minacciato pesantemente la compagna, per poi scagliarle contro una sedia e colpirla con diversi schiaffi al volto. “Adesso di spacco di mazzate”, avrebbe proferito prima di lanciare la sedia.
La donna, caduta a terra e ferita, era riuscita a difendersi impugnando un bastone di legno prima di convincere il compagno ad allontanarsi. Successivamente soccorsa dal 118 e trasportata al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Brindisi, le erano state riscontrate lesioni e contusioni giudicate guaribili in sette giorni.
Dalle testimonianze e dagli accertamenti condotti dai militari è emerso un quadro di vessazioni psicologiche e fisiche che andava avanti da tempo, risalendo almeno al 2024 e spesso verificatosi anche alla presenza dei figli minori della donna, avuti da una precedente relazione. “Io di ammazzo, io ti ammazzo”, avrebbe urlato una volta per strada. In altre occasioni gli insulti si sono consumati tra le mura domestiche. La costringeva a cambiare abito o a lavarsi la faccia per togliere il trucco insultandola.
Oltre alle aggressioni fisiche, si sarebbero verificati altri episodi di gravi minacce verbali e telefonate intimidatorie effettuate anche nei giorni successivi alla lite, dopo aver saputo dell’intenzione della donna di denunciarlo. “Sto venendo, apri la porta che sto arrivando, ti mando all’ospedale”, le avrebbe urlato al telefono la sera del 10 luglio.
Valutata la gravità degli indizi e la necessità di tutelare la persona offesa dal rischio di reiterazione dei reati, il Gip ha, quindi, disposto per il 29enne gli arresti domiciliari presso un domicilio diverso da quello della vittima. L’uomo dovrà indossare il braccialetto elettronico e gli è stato imposto il divieto assoluto di comunicare con persone esterne al nucleo familiare autorizzato. Il provvedimento prevede che, in caso di mancata fattibilità tecnica o rifiuto del dispositivo di controllo, per l’indagato si apriranno le porte del carcere di Brindisi. Lunedì 27 luglio prossimo, alla presenza del suo legale di fiducia, l’avvocato Francesco Cascione, verrà sottoposto all’interrogatorio di garanzia.
Rimani aggiornato sulle notizie dalla tua provincia iscrivendoti al nostro canale whatsapp: clicca qui
Seguici gratuitamente anche sul canale Facebook: https://m.me/j/Abampv2kioahdYYR/
Source link




