Usa: Trump impone nuovi dazi su circa 60 economie
A partire dalla mezzanotte di venerdì gli Stati Uniti applicheranno nuovi dazi del 10% o del 12,5% su una serie di prodotti provenienti da circa 60 economie, in sostituzione delle tariffe temporanee del 10% introdotte lo scorso febbraio e giunte a scadenza. Le misure, valide per 150 giorni, erano state adottate dall’amministrazione del presidente Donald Trump dopo che la Corte Suprema aveva annullato gran parte delle sovratasse varate al suo ritorno alla Casa Bianca. I nuovi dazi derivano da un’indagine avviata a marzo dall’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), guidato da Jamieson Greer, per verificare se i partner commerciali di Washington abbiano eliminato dalle proprie catene di approvvigionamento prodotti realizzati con lavoro forzato. «Stiamo cercando di porre fine al commercio di questo tipo di prodotto. Negli Stati Uniti, abbiamo agenzie e processi per identificare aziende e paesi che presentano una prevalenza di lavoro forzato e fermiamo i loro prodotti al confine. Altri paesi non hanno questi processi, chiediamo loro di metterli in atto», ha dichiarato Greer alla Cnn. «Se permetti l’importazione di beni fatti con lavoro forzato, crei una concorrenza sleale per i tuoi prodotti. Vogliamo che tutti i paesi abbiano lo stesso tipo di protezioni», ha aggiunto.
I Paesi ritenuti dotati di una legislazione incompleta saranno soggetti a dazi del 10% su parte delle loro esportazioni verso gli Stati Uniti. Tra questi figurano l’Unione Europea, il Regno Unito, il Canada e il Messico. Per circa quaranta altri Paesi, tra cui Cina, Giappone, Svizzera e Corea del Sud, l’aliquota salirà al 12,5%. Energia e materie prime non prodotte negli Stati Uniti dovrebbero tuttavia restare escluse. Un funzionario statunitense ha spiegato che l’amministrazione considera il mercato americano una leva negoziale per raggiungere i propri obiettivi commerciali. Per evitare contestazioni legali, l’USTR ha basato le nuove misure sulla stessa normativa utilizzata per giustificare i dazi settoriali già in vigore su acciaio, alluminio, rame, legname e automobili, non toccata dalla decisione della Corte Suprema. Restano inoltre aperte altre indagini commerciali, comprese quelle sulla possibile sovraccapacità industriale, che coinvolgono anche l’Unione Europea. Il nuovo pacchetto di dazi arriva dopo le recenti misure contro Brasile e Canada. Da mercoledì, il Brasile è soggetto a tariffe del 25% su quasi metà delle esportazioni verso gli Stati Uniti, mentre il Canada dovrà affrontare dazi aggiuntivi del 50% a partire dal prossimo mese. In entrambi i casi, Washington ha limitato le misure a specifiche categorie di prodotti anzichè estenderle a tutte le importazioni provenienti dai due Paesi.
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