Rapporti a rischio: le domande più comuni dopo un imprevisto
Metti che… si rompe il preservativo
Quando si rompe un preservativo o ci si fa trascinare dal momento senza pensare troppo, poi ci si trova con la paura e l’ansia non sapendo bene come gestire la situazione. Come condiviso da un report di FISS il 63% degli italiani ha avuto, almeno una volta, rapporti non protetti. Tra gli adolescenti l’uso del profilattico è crollato e sembrerebbe che un terzo degli adolescenti non utilizzi alcun metodo contraccettivo. Un errore sicuramente collegato a una scarsa educazione sessuale e all’incoscienza dell’età.
Mentre si consiglia di chiedere un supporto a un consultorio di zona dove si possono trovare medici specializzati, è anche utile informarsi ad esempio leggendo l’approfondimento di Mettiche sui rapporti a rischio che ci espongono non solo a una possibile gravidanza indesiderata, ma soprattutto a infezioni e malattie.
Quando un rapporto si considera a rischio?
Se parliamo di gravidanza indesiderata, il discorso riguarda tutti quei rapporti in cui non è stato usato alcun metodo contraccettivo, oppure quello usato ha fallito in qualche modo.
Rientrano in questa categoria situazioni piuttosto comuni: il preservativo che si rompe o scivola via, il coito interrotto (che ha un margine di errore elevato), il ciclo di pillola interrotto da vomito, diarrea o da un farmaco che ne riduce l’efficacia. O ancora: il cerotto contraccettivo rimasto fuori posizione, l’anello vaginale rimosso troppo presto, un errore nel calcolo dei giorni fertili.
Non possiamo non considerare le infezioni sessualmente trasmissibili; il rapporto non protetto espone a rischio di IST indipendentemente dalla gravidanza e in questo caso le valutazioni da fare sono diverse e può essere utile consultare un centro specializzato.
Come si usa la pillola del giorno dopo?
La domanda più frequente che molte persone si fanno è come funzioni la pillola del giorno dopo e in quali condizioni è consigliata. Il procedimento interviene sui meccanismi di ovulazione bloccandola o ritardandola e non agisce in nessun modo sulla fecondazione.
In Italia si può scegliere tra quella del giorno dopo – da assumere entro 3 giorni (ma meglio preferibilmente entro le prime 12 ore) – e quella dei 5 giorni dopo, che è acquistabile senza ricetta anche dalle minorenni. In ogni caso, la tempestività fa la differenza e aiuta a massimizzare le possibilità di schermarsi davvero da gravidanze indesiderate.
Entro quanto tempo bisogna agire?
Più si aspetta, meno la contraccezione d’emergenza è efficace. Il principio generale è: prima si interviene, meglio è.
La pillola tradizionale è pensata idealmente per le prime 24 ore, anche se tecnicamente può essere assunta entro 72 ore. Quella dei 5 giorni ha una finestra temporale più ampia, fino a 120 ore dopo il rapporto, ma anche in questo caso l’efficacia non è costante nel tempo: diminuisce con il passare delle ore.
E se il test di gravidanza risultasse positivo?
Bisogna aspettare il momento giusto per fare il test, utilizzandone di brand riconosciuti o meglio ancora effettuando l’esame del sangue per confrontare la presenza di beta. Se il risultato fosse positivo e la gravidanza non fosse desiderata si può contattare un medico o un consultorio per capire i percorsi specifici che dipendono dalle settimane di gestazione e dalla situazione personale.
Queste sono le domande più comuni che vengono effettuate dai ragazzi sulla contraccezione d’emergenza e sui rapporti a rischio.