ALBUM: Anna G – Solo Not Alone

Si è presa il suo tempo la violinista Anna Glibchuk prima di dare alle stampe un lavoro a proprio nome. Di solida formazione classica e stimolata sin da piccola ad assorbire ogni influenza (il padre è a sua volta violinista, la madre invece una cantante lirica), ha trovato in Italia terreno fertile per ampliare il proprio bagaglio musicale dopo aver iniziato molto presto a prendere confidenza con lo strumento nella natia Ucraina, mostrando un innegabile talento.
Stabilitasi nel Belpaese ha approfondito gli studi approdando nel prestigioso Conservatorio “G.Verdi” di Milano, accumulando via via svariate esperienze sia come primo violino che come spalla in orchestre ed ensemble.
Propizio, per non dire fondamentale, si è rivelato l’incontro con il compositore Pino Jodice, per far sì che prendessero forma le idee che albergavano nella mente e nel cuore della Nostra, desiderosa di mettersi alla prova con qualcosa di personale, davvero sentito nel profondo.
Il connubio artistico ha portato alla realizzazione di “Solo Not Alone”, in cui Anna G per mezzo del violino ha espresso la sua “voce”, in un apparato musicale multiforme dove elementi classici ed altri contemporanei si rincorrono per intrecciarsi, fondendosi in qualcosa di autentico e originale.
Jodice ha curato anche gli arrangiamenti di un lavoro che è in tutto e per tutto guidato dalla passione, componente che caratterizza ogni ambito di vita della Glibchuk.
Il disco nella sua interezza, comprese le felici re-interpretazioni di brani noti come “Celios” di Astor Piazzolla o l’ “Adagio” di Bach, è ammantato quindi di un’impronta viscerale basata sui sentimenti: dalla briosa “Terre” che richiama le radici alla suggestiva “Not Alone” (introdotta da sognanti note jazz al piano), fino alla suadente “Red Carpet Blues”, senza tralasciare “Anna 922″, che l’autrice indica come quella che meglio la racconta, tutte le tracce appaiono urgenti e al contempo necessarie a definire un mondo sonoro affascinante ed eterogeneo.
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