Ad Amelia il Germanico rivive negli scatti di Maurizio Galimberti con ‘Aenigma’

di Michelle Bruni
Un dialogo tra l’archeologia e l’arte contemporanea sta per prendere vita nel cuore di Amelia. Domenica 26 luglio alle 18.30, il Teatro Sociale ospiterà il vernissage di Aenigma, la mostra del fotografo Maurizio Galimberti, nata da un concept di Fabrizio Razza. L’esposizione vuole rendere omaggio a un ritrovamento archeologico straordinario: il celebre Germanico di Amelia, riemerso il 3 agosto 1963 dal sottosuolo in più di sessanta frammenti di bronzo. La mostra sarà visitabile fino al 13 settembre.

Installazione La mostra del «pioniere del mosaico fotografico», Galimberti, trasforma lo spazio teatrale in un vero e proprio altare della memoria. Un’imponente opera di 40 metri quadrati si estende nella platea del Teatro Sociale, con i pannelli fotografici sospesi a un metro da terra. L’obiettivo è quello di restituire allo spettatore il brivido e lo stupore di quel ritrovamento avvenuto oltre sessant’anni fa. I visitatori, dai tre ordini di palchi, potranno osservare dall’alto la bellezza che si ricompone attraverso un percorso visivo ed emozionale.
Collaborazioni L’iniziativa, realizzata su concessione del ministero della Cultura – Soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria, è organizzata dall’associazione Arte di Esporre in collaborazione con Red photographic dark room e il supporto di L’Orologio Bu Cultura, Amelia Musei e Polaroid. L’assessore alla cultura, Luigia Moscatelli, ha sottolineatao come l’impegno dell’amministrazione di «accogliere un artista capace di raccontare non solo il Germanico ma in qualche modo anche il territorio con uno sguardo originale e profondo» significhi offrire ai cittadini l’opportunità di «riscoprirne l’identità, la storia e la bellezza attraverso il linguaggio dell’arte».
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