Google Maps con Personal Intelligence: legge email e foto
Google Maps sta per diventare molto più consapevole di chi siamo e di cosa abbiamo in programma. Secondo un’analisi del codice della versione beta 26.30.00 dell’app, condotta da Android Authority, Google sta preparando l’integrazione di Personal Intelligence direttamente dentro Maps: la stessa tecnologia che già permette a Gemini di attingere ai dati delle nostre app per dare risposte più contestuali.
In parole semplici: Maps potrebbe presto leggere le nostre email, le prenotazioni, i biglietti aerei e le foto per mostrarci informazioni rilevanti senza che dobbiamo cercarle manualmente. Un salto di qualità notevole, se funzionerà davvero.
Vuoi ascoltare il riassunto dell’articolo?
Nel codice dell’app sono comparse stringhe piuttosto esplicite. Una recita: “Ottieni informazioni sulle tue prenotazioni, voli e altro collegando Maps e altri servizi di ricerca alle tue app di contenuto Google, come Google Workspace e Google Foto“. Un’altra aggiunge che Maps potrà mostrare queste informazioni direttamente nell’interfaccia, attingendo dalle app già collegate al proprio account.
Al momento, Personal Intelligence funziona con Google Workspace (Gmail, Drive, Calendario) e con i dati salvati da Ricerca, Maps e Shopping. Maps sembra pronta ad aggiungersi a questa lista, probabilmente come fonte attiva e non solo come destinatario passivo.
La destinazione più logica per queste funzioni è Ask Maps, la funzione basata su Gemini che permette di fare domande sui luoghi. Invece di rispondere in modo generico, potrebbe diventare un assistente che conosce il nostro volo del mattino, l’hotel prenotato, il ristorante della sera e magari i ricordi fotografici dell’ultima volta che eravamo in quella città.
Nel codice sono apparse anche due nuove sezioni nelle impostazioni dell’account: “Connected Content Apps” e “Personalization”. Entrambe, per ora, mostrano solo un’animazione di caricamento infinita: Google le sta costruendo, ma non sono ancora operative.
Ribadiamo che si tratta di un’analisi del codice in sviluppo: funzioni trovate in questo modo non sempre arrivano al pubblico, almeno non nella forma in cui compaiono nei file interni.
Google non ha ancora confermato nulla ufficialmente.
Source link




