in Piemonte ne sono stati spenti 131
PIEMONTE – A pochi giorni dall’entrata in vigore del decreto (operativo dallo scorso 13 luglio) voluto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini , il Ministero ha diffuso i primi dati ufficiali sul monitoraggio dei rilevatori di velocità. E il Piemonte è, al momento, la regione italiana più colpita dal provvedimento.
Sul territorio piemontese sono stati disattivati e spenti ben 131 autovelox che non rispondevano ai nuovi standard normativi. A fronte dei 412 dispositivi precedentemente attivi sulle tratte stradali della regione, quelli che risultano ufficialmente omologati e autorizzati a fare multe sono adesso 281. Facendo però riferimento alle ultime comunicazioni ministeriali, oltre ai numeri però non stati forniti altri dati circa le localizzazioni, i comuni, le strade dove questa misura è stata messa in pratica.
Il Mit: “Messo fine al caos, la sicurezza non serve a fare cassa”
In totale, calcolando anche le rilevazioni effettuate in Abruzzo e nella Provincia autonoma di Bolzano, i dispositivi già spenti sono 230, ma le stime del Mit prevedono che a livello nazionale saranno circa 850 gli impianti destinati a cessare l’attività.
“Dopo 34 anni si è messo fine al caos delle multe da rilevamento automatico grazie all’individuazione di criteri univoci per tutti i dispositivi utilizzati”, sottolineano le note diffuse dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.
Il ministro Salvini ha con la ribadito che se da un lato resta prioritario tutelare l’incolumità sulle strade imponendo regole chiare, dall’altro gli strumenti di controllo elettronico della velocità non possono trasformarsi in un espediente poco trasparente utilizzato dalle amministrazioni locali per rimpinguare i bilanci comunali alle spalle degli automobilisti.
Ci auguriamo che, tra le parole trasparenza e ordine in mezzo al caos, non venga meno “coerenza” e che sia fatta chiarezza anche sulla geolocalizzazione.
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