arte e cultura nel quartiere Santa Rita

Sabato 18 luglio torna Santa Ritmo: arte e cultura nel quartiere Santa Rita, a Lanciano, per una rigenerazione partecipata e creativa. “Le crepe come possibilità” è il tema della seconda edizione del festival delle arti e della creatività in programma dalle ore 18 in piazza Papa Giovanni Paolo II.
Per l’occasione, il quartiere si trasformerà in un laboratorio culturale e creativo, animato da workshop, musica dal vivo, proposte gastronomiche e iniziative dedicate anche ai più piccoli. L’appuntamento è promosso dall’associazione Omnis Terra, in collaborazione con la parrocchia Santo Spirito, Mamy Wata & The Golden Shores e la cooperativa Progetto Vita, con il patrocinio del Comune di Lanciano.
Dopo la positiva esperienza della prima edizione, il festival torna con una formula rinnovata. Numerosi i laboratori e gli appuntamenti in programma: il workshop di kintsugi, l’arte giapponese di riparare le crepe con l’oro, a cura dell’artista Mattia Tupone; il laboratorio di ceramico-terapia con la Fondazione Thun, il cui ricavato sarà devoluto in favore del reparto di Oncologia di Pescara; la degustazione pittorica in collaborazione con la Cantina Di Tommaso; le attività di Urban Fiori e la realizzazione di cartoline illustrate. Alcuni appuntamenti prevedono la prenotazione obbligatoria e una quota di partecipazione, mentre altri saranno liberamente accessibili e gratuiti.
A partire dalle ore 19 spazio alla musica dal vivo con LanJam, Effemme e Mamy Wata & The Golden Shores. Nel corso della serata saranno inoltre presenti stand gastronomici, dove sarà possibile degustare, tra le varie proposte, pizze cotte nel forno a legna.
«Crediamo testardamente nella possibilità di costruire e vivere autentici momenti di partecipazione», dichiarano la presidente dell’associazione Lidia Favia e il parroco, don Nicola Giampietro, «le crepe possono permetterci di guardare le cose da un nuovo punto di vista e all’interno di una nuova cornice. L’importante è dare loro nuova vita e nuove possibilità. Per questo crediamo fortemente che sia necessario considerare le fragilità, le differenze e le trasformazioni come occasioni di crescita, incontro e collaborazione».
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