Reintegro dei medici no vax, l’Ordine di Oristano: “Sconcerto per l’emendamento”
Oristano
Intervento dell’organismo professionale guidato dal presidente Antonio Sulis
L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Oristano ha espresso con una nota “profondo sconcerto per l’emendamento approvato dalla Commissione Affari sociali della Camera, che introduce la possibilità di reiscrizione per i professionisti sanitari radiati per comportamenti connessi alla pandemia da Covid-19”.
“La radiazione”, si legge in una nota dell’Ordine guidato dal presidente Antonio Sulis, “non è una sanzione inflitta per una semplice opinione, ma la conseguenza di comportamenti giudicati incompatibili con i doveri fondamentali della professione. Prevedere per legge un percorso straordinario per superarne gli effetti rischia di svalutare il lavoro degli organi disciplinari e di indebolire le garanzie poste a tutela dei cittadini. L’Ordine di Oristano condivide pienamente la posizione del presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, che ha rivolto un appello al Parlamento affinché riveda la norma. Anelli ha ricordato come, secondo un recente sondaggio dell’Istituto Piepoli, il 90% degli italiani consideri la scienza il più potente motore di sviluppo sociale e civile e l’86% dichiari fiducia nei medici proprio perché applicano le evidenze scientifiche alla tutela della salute. Il presidente della FNOMCeO ha inoltre sottolineato che la professione medica non può rinunciare a garantire la salute dei cittadini attraverso le evidenze scientifiche e ha chiesto che lo Stato ribadisca con chiarezza che la scienza deve restare il punto di riferimento delle politiche sanitarie”.
“In un tempo segnato dalla diffusione di informazioni sanitarie prive di fondamento”, continua la nota dell’Ordine dei Medici di Oristano, “promuovere teorie o pratiche di cui non siano state dimostrate sicurezza ed efficacia non è privo di conseguenze: può indurre i pazienti a rifiutare o ritardare cure validate, provocare aggravamenti evitabili e, nei casi più gravi, decessi che avrebbero potuto essere prevenuti. La disposizione appare inoltre irrispettosa nei confronti dei medici, degli infermieri e di tutti i professionisti sanitari che durante la pandemia hanno operato in condizioni drammatiche, mettendo a rischio la propria salute e, in alcuni casi, sacrificando la vita per assistere i pazienti”.
“L’Ordine dei Medici di Oristano si unisce pertanto alla FNOMCeO e a tutti gli Ordini professionali italiani che hanno espresso analoga preoccupazione e chiede al Parlamento di sopprimere la disposizione nel prosieguo dell’iter legislativo. La tutela della salute, il rispetto delle evidenze scientifiche e l’autonomia disciplinare degli Ordini”, conclude la nota, “non possono essere subordinati a valutazioni ideologiche o a ragioni contingenti di opportunità politica”.
Giovedì, 16 luglio 2026
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