Tartaruga azzannatrice, un gufo reale e un gatto del Bengala sequestrati nel Cuneese: denunciato un uomo
CUNEO – Una tartaruga azzannatrice, un gatto del Bengala, undici tartarughe protette prive della documentazione prevista e un gufo reale tenuto in condizioni incompatibili con la sua natura. È quanto hanno scoperto i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (NIPAAF) dei Carabinieri Forestali di Cuneo nel corso di una perquisizione delegata dalla Procura della Repubblica.
L’operazione, coordinata dal capitano Desiree Pagani, ha portato alla denuncia in stato di libertà di un cittadino residente nel Cuneese per diverse violazioni legate alla detenzione di animali protetti e di specie considerate pericolose.
Il sequestro durante una perquisizione
L’attività investigativa era inizialmente finalizzata al sequestro di undici esemplari di Testudo hermanni e di un gufo reale. Le tartarughe risultavano infatti sprovviste della documentazione CITES e del microchip obbligatorio, in violazione della normativa che disciplina il commercio e la detenzione di specie protette.
Il gufo reale, invece, è stato trovato legato con una catena a un pilastro dell’abitazione, una situazione ritenuta incompatibile con le esigenze etologiche dell’animale e riconducibile al reato di maltrattamento previsto dall’articolo 727 del Codice penale.
Scoperta una tartaruga azzannatrice
Nel corso della perquisizione i militari hanno rinvenuto anche una tartaruga azzannatrice (Chelydra serpentina) e un gatto del Bengala.
Entrambi gli animali sono stati sequestrati perché rientrano tra le specie la cui detenzione è vietata dal decreto legislativo 135 del 2022, che disciplina gli animali pericolosi per l’incolumità pubblica. Dopo il sequestro, gli esemplari sono stati affidati al personale del Centro Recupero Animali Selvatici.
La tartaruga azzannatrice è considerata una specie particolarmente pericolosa: possiede infatti una mandibola estremamente potente, capace di provocare lesioni molto gravi con il morso.
Per quanto riguarda il gatto del Bengala, si tratta di un felino nato dall’incrocio tra un gatto domestico e un leopardo asiatico. La normativa italiana consente la detenzione soltanto degli esemplari appartenenti a generazioni successive alla terza, requisito che in questo caso non risultava rispettato.

Il primo caso nella provincia di Cuneo
Secondo quanto riferito dai Carabinieri Forestali, si tratta del primo sequestro di questo tipo nella provincia di Cuneo.
L’episodio rappresenta anche un’occasione per richiamare l’attenzione dei cittadini sul rispetto delle norme che regolano la detenzione di animali selvatici e di specie protette. Negli ultimi tempi, spiegano i militari, sono sempre più frequenti i ritrovamenti di tartarughe appartenenti a specie come Testudo graeca, Testudo hermanni e Testudo marginata.
L’appello ai cittadini
I Carabinieri Forestali invitano chi dovesse imbattersi in uno di questi animali a non toccarlo né trasportarlo, ma a segnalarne la presenza agli enti competenti, soprattutto se l’esemplare si trova in prossimità di una strada o in una situazione che potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza.
La detenzione di esemplari protetti senza la necessaria documentazione costituisce infatti un reato e può comportare pesanti conseguenze: la normativa prevede l’arresto da sei mesi a un anno e un’ammenda compresa tra 20.000 e 200.000 euro.
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