Sicilia

Inchiesta arbitri: chiesta l’archiviazione per Rocchi, l’Inter esce dall’indagine

La firma del pm di Milano Maurizio Ascione sulla richiesta di archiviazione del capitolo dell’indagine sugli arbitri che vedeva indagato il designatore Gianluca Rocchi alla fine è arrivata.
Nella serata di ieri, dopo un pomeriggio di faccia a faccia e riunioni con l’aggiunto e co-assegnatario del fascicolo, Paolo Ielo, e con il procuratore Marcello Viola, il pubblico ministero, da domani alla Procura europea, si è (o è stato) convinto che gli elementi raccolti in quasi due anni di inchiesta per frode sportiva a carico di Rocchi – che avrebbe agito nelle assegnazioni in concorso «con esponenti» dell’Inter – non sono sufficienti e solidi al punto da reggerè in un eventuale processo. Fino a qualche ora prima il pm era contrario alla linea dei vertici della Procura milanese.
Dunque questa parte di indagine va verso l’archiviazione mentre per gli episodi delle presunte bussate alla sala Var di Lissone gli atti vanno a Monza per competenza territoriale. Inoltre la carte sulla vicenda andranno anche alla giustizia sportiva affinchè valuti eventuali illeciti.

Singole interferenze ma non un sistema di frode

La richiesta di archiviazione del filone relativo alla designazione degli arbitri avanzata dalla Procura di Milano ricostruisce la «sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati», ma «non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine». Lo si legge nella nota del procuratore Marcello Viola in cui si sottolinea che l’istanza di archiviare il caso «distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte a incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche».

Inter indagata e archiviata

L’Inter è stata indagata ieri e poi archiviata subito dopo dall’accusa di avere violato la legge 231 del 2001. «Il decreto di archiviazione nei confronti dell’Inter Fc – si legge nella nota della Procura – è diretta conseguenza dell’esclusione del reato presupposto», cioè la presunta frode sportiva relativa alle designazioni di Gianluca Rocchi in ipotesi pro-Inter.


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