L’economia cinese rallenta al 4,3% nel secondo trimestre, sotto le attese
L’economia cinese ha rallentato nel secondo trimestre del 2026, crescendo del 4,3% su base annua, contro il +5% registrato nei primi tre mesi dell’anno e al di sotto delle aspettative del mercato, che indicavano un’espansione del 4,5%. Lo ha reso noto l’Ufficio nazionale di statistica (Nbs) cinese.
i tratta del ritmo di crescita annuale più debole dal quarto trimestre del 2022. Il rallentamento riflette la debolezza della domanda interna, la cautela degli investimenti privati e la prolungata crisi del settore immobiliare, fattori che hanno pesato sull’attività economica nonostante il sostegno arrivato dalle esportazioni legate ai settori dell’intelligenza artificiale.
Il dato evidenzia le difficoltà della seconda economia mondiale nel mantenere un ritmo di espansione sostenuto, mentre Pechino continua a puntare sul rilancio dei consumi interni e sulla trasformazione industriale attraverso le nuove tecnologie. La frenata arriva in una fase in cui il governo cinese ha intensificato le misure di sostegno all’economia, ma le famiglie restano prudenti nelle spese e il comparto immobiliare continua a rappresentare uno dei principali elementi di debolezza.
A giugno produzione industriale del Dragone a +5,3%
Se il dato complessivo relativo all’economia cinese segna il passo, la produzione industriale registra a giugno 2026 una accelerazione, crescendo del 5,3% su base annua contro il +4,5% registrato a maggio. Il dato ha superato le previsioni degli analisti, ferme al +4,6%, secondo quanto comunicato dall’Ufficio nazionale di statistica (Nbs) cinese. Si tratta del ritmo di espansione più rapido dal marzo scorso, sostenuto soprattutto dal comparto manifatturiero, la cui produzione è aumentata del 6% rispetto al +4,4% di maggio.
Più moderata invece la crescita nella produzione e fornitura di elettricità, calore, gas e acqua, salita del 7,4% contro il +7,6% precedente. In calo il settore minerario, con una contrazione del 2,2% dopo il +2,3% di maggio. All’interno della manifattura, 29 dei 41 principali comparti industriali hanno registrato una crescita. Tra i settori più dinamici figurano computer e apparecchiature per le comunicazioni (+15,7%), produzione ferroviaria e cantieristica navale (+18,2%), macchinari generali (+9,9%), apparecchiature specialistiche (+10%), macchinari elettrici (+7%) e settore automobilistico (+8,7%). Sono cresciuti anche l’agroalimentare (+3,1%), il tessile (+3,4%) e il comparto petrolifero e del gas (+1%). Hanno invece registrato un calo la chimica (-0,1%), l’estrazione e lavorazione del carbone (-5,9%) e i prodotti minerali non metallici (-3,8%). Nel complesso dei primi sei mesi del 2026, la produzione industriale cinese è aumentata del 5,4%. Su base mensile, l’incremento di giugno è stato dello 0,76%, secondo i dati dell’Nbs.
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