E dopo il caldo record c’è il rischio di temporali violenti
Saranno giorni difficili, con l’anticlone africano che non lascerà l’Italia fino a fine settimana e risparmierà, forse, solo l’arco alpino. E proprio la grande quantità di energia accumulata con le ondate di calore potrebbe diventare un ulteriore problema quando le temperature scenderanno, scatenando anche temporali più violenti del normale: come sottolineano gli esperti, basta che poca aria a temperature anche di solo pochi gradi inferiori si immetta sopra la colonna di aria caldissima che si accumula negli strati atmosferici più vicini al suolo, per dare il via a fenomeni violenti.
«Certamente al primo arrivo di aria più fresca in quota c’è una buona probabilità che si scatenino eventi temporaleschi intensi, che possono essere accompagnati anche da grandine e vento forte», dice a Bernardo Gozzini, direttore del Lamma, l’ente di riferimento per le previsioni meteorologiche e il monitoraggio climatico regionale costituito da Consiglio Nazionale delle Ricerche e Regione Toscana. «E, a causa dell’energia accumulata, c’è anche una maggiore probabilità di attività elettrica, dunque fulmini».
I fulmini possono costituire una causa scatenante per gli incendi, ma sono eventi che si verificano raramente: «Il 99% degli incendi sono causati dall’uomo – commenta Gozzini – le cause naturali sono molto rare».
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