Salute

da Malagò a Conte o Mancini

Mentre un’euforia ingiustificata circonda la Nazionale di calcio, dopo l’elezione di Giovanni Malagò a presidente della Figc e il successivo annuncio di Paolo Maldini come direttore tecnico (affiancato da Leonardo), una voce profondamente critica arriva da un grande ex del calcio italiano e della maglia azzurra. Gianni Rivera, che ad agosto compirà 83 anni, ne ha per tutti. Da Malagò stesso alla scelta del futuro commissario tecnico, l’ultima casella ancora in bilico.

Rivera, una intera carriera al Milan dopo gli inizi con l’Alessandria, mette in guardia un altro grande ex rossonero come Maldini. Raggiunto dai microfoni di Radio Sportiva durante la “Notte Bianca dello Sport” di Livorno, spiega: “Maldini è uno che capisce sicuro, non c’è ombra di dubbio. Ma se deve subire la pressione di altri soggetti che non si capisce se sanno di calcio, è preoccupante“. Insomma, secondo Rivera il vero problema saranno i condizionamenti con cui dovrà combattere il nuovo direttore tecnico.

Campione d’Europa nel 1968 e vicecampione del mondo nel 1970 (in mezzo vinse il Pallone d’Oro), Rivera non ha esperienza solo di campo e di nazionale. È stato anche dirigente e vicepresidente al Milan, oltre che parlamentare prima con la Dc e poi con l’Ulivo tra il 1987 e il 2001. Il suo giudizio su Malagò non sembra essere in linea con l’entusiasmo generale: “La Nazionale doveva ricominciare da un nuovo presidente. Malagò? Non mi sembra il tipo”, ha risposto sempre a Radio Sportiva.

I commenti più netti però hanno riguardato la scelta del futuro allenatore azzurro. In pole, per ora, ci sono sempre i nomi di Antonio Conte e Roberto Mancini. Ma Rivera stronca entrambi: “La mia preferenza non va a nessuno dei due. Perché hanno sbagliato loro quando era il momento di resistere e se ne sono andati, uno in Arabia”. Qui il riferimento è soprattutto a Mancini, che lasciò l’Italia per assumere il ruolo di ct della Nazionale saudita. Ma anche Conte lasciò l’Italia dopo un Europeo in chiaroscuro (eliminazione ai quarti) e gli azzurri due anni dopo fallirono la prima delle tre qualificazioni ai Mondiali.

“Quando ci sono delle difficoltà bisogna essere sempre pronti a dare un contributo per migliorare l’ambiente. Però ho notato che nessuno dei due l’ha mai fatto”, la conclusione altrettanto netta di Rivera. Che ne ha anche per il “suo” Milan: “Il Milan è americano è meglio lasciare perdere gli americani. Non hanno idea di che cosa sia il gioco del calcio“.


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