Puglia

Strage treni Andria-Corato 10 anni dopo, il Presidente Mattarella ad Andria: i commenti della politica

“Il dolore e la commozione per la tragedia che il 12 luglio 2016 spezzò ventitré vite sulla tratta ferroviaria Andria-Corato resta immutato per la comunità pugliese. Oggi, nel decimo anniversario, abbiamo condiviso ancora con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che allora accorse a visitare i feriti e a confortare i parenti delle vittime, un momento di profondo raccoglimento nella città di Andria che ha pianto il numero più alto di vittime, ben sei. Ma quel tragico 12 luglio ha lasciato una ferita profonda in tante nostre comunità: anche Barletta è stata direttamente coinvolta con la perdita del concittadino Michele Corsini. A dieci anni di distanza, al ricordo si aggiunge ancora la richiesta di una verità definitiva sulle responsabilità. Una tragedia che ci impone attenzione costante sulla sicurezza e la modernizzazione delle infrastrutture di trasporto pubblico, indispensabili per garantire sviluppo sociale ed economico a tutte le nostre comunità. La sicurezza deve essere una priorità assoluta e incondizionata, perciò oggi onoriamo la memoria delle vittime rinnovando l’impegno istituzionale a garantire infrastrutture all’altezza degli standard europei. Perché il diritto alla sicurezza è diritto alla vita”. Lo dichiara il senatore di Forza Italia Dario Damiani, presente questa mattina, 12 luglio 2026, ad Andria alla commemorazione ufficiale per il decennale.

“Dieci anni sono tanti. Eppure ci sono giorni che non finiscono mai. Il 12 luglio 2016 è uno di quei giorni. Oggi il primo pensiero va alle ventitré vittime, ai loro familiari e a tutte le persone che da quella tragedia portano ancora addosso ferite fisiche e psicologiche. Il loro dolore appartiene all’intera comunità nazionale”. Così Francesco Boccia, presidente dei senatori del Partito Democratico, al termine della cerimonia commemorativa del decimo anniversario della tragedia ferroviaria di Andria-Corato, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Ricordo ancora il silenzio che trovammo poche ore dopo sul luogo dello scontro, il lavoro instancabile dei soccorritori, lo sgomento di un territorio ferito. E ricordo i funerali celebrati con il Presidente Mattarella, quando il dolore di quelle famiglie divenne il dolore della Repubblica. In quei giorni il Parlamento sentì il dovere di tradurre la solidarietà in atti concreti. Da presidente della Commissione Bilancio della Camera proposi una misura straordinaria, approvata all’unanimità, che stanziò dieci milioni di euro a sostegno delle famiglie delle vittime e dei feriti gravi e gravissimi. Era un dovere dello Stato. Ma nessun intervento economico potrà mai colmare il vuoto lasciato da una vita spezzata. Il significato di questa giornata non è guardare soltanto al passato. È assumersi una responsabilità per il futuro. La memoria serve se diventa impegno. E l’impegno oggi può essere riassunto in due parole: mai più. Mai più infrastrutture non all’altezza, mai più ritardi sulla sicurezza, mai più vite affidate al caso. La sicurezza dei cittadini non è un costo, ma il primo dovere della Repubblica. Oggi non è il giorno delle polemiche. È il giorno del rispetto e della vicinanza. Ma proprio il rispetto impone alle istituzioni di continuare ad ascoltare le famiglie delle vittime e i feriti, dando risposta alle richieste che ancora attendono di essere accolte. Il modo migliore per onorare chi non c’è più non è soltanto ricordarlo. È fare tutto ciò che è necessario affinché una tragedia come quella di Andria-Corato non possa accadere mai più”.

“L’incidente ferroviario tra Andria e Corato è stato un violentissimo scontro frontale tra due treni della Ferrotramviaria avvenuto il 12 luglio 2016 al km 51 della linea Bari-Barletta, che ha causato 23 morti
e oltre 50 feriti. Si tratta del più grave disastro ferroviario della storia della Puglia. La Sicurezza non può Essere una Questione Geografica infatti il divario di modernità ed infrastrutturale tra Nord/Sud Italia è elevato. Il diritto alla mobilità e alla sicurezza viaggia a due velocità. Se il Nord del Paese si muove lungo arterie interconnesse e digitalizzate, il Sud resta intrappolato in un isolamento infrastrutturale. Non si tratta di una semplice questione di tempi di percorrenza prolungati, ma di un
divario strutturale che tocca direttamente l’incolumità dei cittadini. La sicurezza non deve essere un lusso di pochi cittadini infatti disastri storici come quello tra Andria e Corato del 2016 hanno
dolorosamente dimostrato come l’assenza di tecnologie e infrastrutture moderne creino le condizioni ideali per l’errore catastrofico.

Noi di Europa Verde rivolgiamo un appello a tutte le autorità nazionali che sono state presenti alla commemorazione ringraziandola per la loro presenza ma soprattutto rivolgiamo una preghiera alle 23 vittime e ci impegneremo affinché questa giornata simbolo sia l’inizio del cambiamento infrastrutturale del sud Italia”. Lo dichiara Luigi Dicataldo, Segretario Provincia BAT Europa Verde – AVS e Portavoce cittadino Barletta Europa Verde – AVS.


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