Marche

scatta la revisione, 84enne va al Tar

CIVITANOVA A 84 anni compie quattro infrazioni in due giorni, di cui tre in 20 minuti. La polizia locale la sanziona, poi segnala alla Motorizzazione la necessità di sottoporla a revisione della patente. Lei: «In 66 anni che guido non ho mai avuto una sanzione grave», va dall’avvocato, presenta ricorso al Tar e nel frattempo si sottopone a visita medica che ne certifica la perfetta idoneità psicofisica alla guida. La questione si chiude lì, la sentenza che mette fine alla vicenda invece arriva più tardi, a due anni dai fatti.

Le contestazioni

Tutto è iniziato a febbraio del 2024 quando l’anziana, originaria del Fermano, era andata a Civitanova. Ma in due giorni, il 15 e il 16 febbraio, aveva collezionato quattro sanzioni, di cui tre nell’arco di venti minuti, tutte emesse dalla polizia locale. Gli agenti le avevano contestato il mancato uso delle cinture di sicurezza, la mancata precedenza a un pedone sulle strisce di attraversamento e due soste su divieto di fermata. Pur ritenendo illegittime le sanzioni, per evitare di spendere ancor più soldi per avviare le azioni giudiziarie, aveva deciso di pagarle tutte e quattro entro i cinque giorni.

Pensava che la questione si fosse chiusa lì, era già pronta a lasciarsi tutto amaramente alle spalle sennonché dopo un mese s’era vista recapitare a casa la comunicazione dell’avvio del procedimento di revisione della patente di guida da parte della Motorizzazione civile dietro segnalazione del comando di polizia locale. Ritenendolo ingiusto ed eccessivo l’84enne aveva ritenuto che l’azione giudiziaria andasse invece intrapresa, decidendo così di dar battaglia. Si era quindi rivolta agli avvocati Orestino Antongirolami e Luca Forte per presentare osservazioni difensive ma sei mesi dopo, a settembre 2024, la Motorizzazione civile dispose nei suoi confronti la revisione della patente.

A quel punto ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale sollevando diverse censure, a iniziare dal fatto che a suo dire la memoria difensiva che aveva presentato nel corso del procedimento non fosse stata valutata dalla Motorizzazione, ma anche che quest’ultima si sarebbe limitata a recepire la segnalazione della polizia locale senza fare un minimo di approfondimento sul perché fossero stati messi in dubbio i suoi requisiti di idoneità alla guida. Nel procedimento dinanzi al Tar si sono costituiti il Ministero per le infrastrutture e la Motorizzazione, ma mentre il procedimento era in corso, a dicembre 2024, all’anziana era arrivata la convocazione per la visita medica e lei non s’era tirata indietro.

L’esito

L’esito della revisione era stato positivo con l’emissione del certificato medico di idoneità psicofisica alla guida. Intanto però il ricorso è andato avanti. Anche se la materia del contendere era ormai venuta meno, l’anziana, intenzionata comunque ad aver giustizia, ha chiesto ai giudici amministrativi di dichiarare illegittimi i provvedimenti della Motorizzazione. Il ricorso è stato giudicato il 24 giugno scorso quando il Tar ha dichiarato improcedibile il ricorso per la sopravvenuta carenza di interesse (la revisione della patente era stata fatta e peraltro aveva avuto esito positivo) ma ha respinto la domanda di accertamento dell’illegittimità. Spese compensate.




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