Toscana

Donna torna a casa e ci trova i ladri: «Signora stia calma»



GROSSETO – Una mattinata ordinaria si è trasformata in un incubo per una coppia di anziani residenti al terzo piano di una palazzina a Grosseto, a pochissimi passi dalla sede della Procura della Repubblica.

Nella mattinata del 7 luglio, due malviventi si sono introdotti nell’appartamento approfittando della momentanea assenza della proprietaria, una donna di 76 anni, portatrice di handicap, per poi incrociarla sul pianerottolo durante la fuga e lasciandola in uno stato di shock profondo.

Cos’è successo

Tutto si è consumato in un arco temporale molto ristretto. La donna, che a causa della disabilità si sposta utilizzando sempre le sue stampelle ed esce raramente dalla propria abitazione, si era allontanata intorno alle 9:00 per andare dalla dottoressa. Per spostarsi ha utilizzato la propria auto, parcheggiata nello stallo riservato ai disabili. Un dettaglio che alla donna fa ipotizzare un preventivo monitoraggio da parte dei ladri: vedendola salire in macchina potrebbero averla riconosciuta, calcolando dove fosse l’appartamento e i tempi d’azione.

Il rientro a casa è avvenuto intorno alle 11:00. Al momento di aprire la porta, la 76enne ha avvertito la prima anomalia: «Sono entrata infilando le chiavi nella porta, ricordando di avergli dato tutti e 4 gli scatti – racconta – Quando sono andata ad aprire mi sono accorta che era chiusa semplicemente, in quel momento ho pensato semplicemente che il mio compagno fosse tornato prima».

Oltrepassata la soglia, la scoperta: «Ho aperto la porta e di fronte a me si è aperto come sempre il corridoio. Era tutto ribaltato, dal piccolo cassetto a quello più grande, tutto all’aria». In un primo momento di confusione, la donna non ha compreso la gravità della situazione: «Ho creduto che il mio compagno avesse avuto qualche problema, ho fatto due passi avanti, ho appoggiato la spesa nel corridoio», ricorda. Ma il suo compagno non era in casa.

Furto in appartamento a grosseto ai danni di una coppia di anziani

«Qualcuno dall’altra parte della porta, mi spiava»

«In quel momento notato che la porta sulla sala, invece che sempre aperta, era accostata – prosegue la donna – Ha una vetrata all’inglese, e con la coda dell’occhio mentre posavo la spesa ho visto del movimento: c’era la figura di una persona che, dall’altra parte, mi spiava».

A quel punto, resasi conto del pericolo, la signora ha tentato di allontanarsi: «Ho fatto due passi indietro e sono tornata sulla porta di ingresso, quasi sul pianerottolo», racconta.

Proprio in quell’istante, i malviventi sono usciti allo scoperto dalla sala. Erano in due: dalla descrizione della donna sembra che si trattasse di un uomo alto circa un metro e ottanta e un complice più basso, uno vestito di chiaro e l’altro di scuro. L’incontro ravvicinato è stato tanto fulmineo quanto traumatico. «Mi sono passati davanti, dicendo “signora stia calma”, uno ha preso il collo della maglietta e se l’è tirato fino al naso, e così hanno sceso le scale e se ne sono andati», racconta la donna.

La vittima, sotto shock, descrive i due intrusi come spettri; la vista le si è annebbiata e la voce si è azzerata, impedendole di reagire.

Furto in appartamento a grosseto ai danni di una coppia di anziani

Mentre i ladri fuggivano (notati anche da una vicina) la proprietaria si è accasciata sul pianerottolo. Con le forze residue ha preso il cellulare: «Ho fatto il 113 per sbaglio, da lì mi hanno passato il 112. La polizia è arrivata velocemente ma loro erano già andati via. Quando mi sono accasciata a terra mi ha soccorsa una vicina, non sapevo cosa fare», ricorda ancora segnata dall’evento.

Gli agenti della Polizia sono giunti tempestivamente, offrendosi di chiamare un’ambulanza, che la donna ha però rifiutato cercando di ritrovare la calma. La donna ricorda che è stata chiamata anche la scientifica per i rilievi necessari.

«Avevo già subito un furto, ora anche gli ultimi ricordi mi sono stati portati via»

I danni materiali e psicologici subiti all’interno dell’abitazione, condivisa con il compagno di 78 anni, sono pesanti. I ladri hanno rovistato ovunque. «Non c’è un ripiano che non hanno buttato giù – racconta la donna – Avevo due scatole con 5.000 fotografie, sono una grande appassionata e da giovane ne ho scattate tantissime quando la tecnica era ancora analogica. Erano tutte per terra».

La ricerca dei ladri è stata quasi ossessiva: nella camera dove dormiva il padre della donna, hanno persino sfilato due stecche della rete ortopedica dal letto contenitore. «Cercando chissà cosa – racconta – Ora quella camera l’ho chiusa, perché non ce la faccio a entrarci per rimettere a posto. Aspetterò quando me la sentirò, è già difficile stare in questa casa. Sto continuando a sgomberare la mia camera, almeno per cercare di dormire sul letto».

Il giorno successivo è scattata la denuncia in Questura. Ma l’amarezza grande, che si somma a quella dell’intrusione ricevuta in una casa che per una coppia è anche sinonimo di sicurezza, è anche quella legata al bottino dei ladri. Non tanto per il valore economico, bensì per quello affettivo. «I ladri mi hanno portato gli ultimi oggetti rimasti. Ero già stata vittima di furto anni fa. Mi hanno portato via gli ultimi oggetti del cuore dei genitori e uno di mia cugina. Erano solo oggetti certo, ma mi legavano a ricordi per me carissimi. Il solo pensiero mi addolora».

Una ferita profonda che segna la quotidianità della coppia: «Non lo so quando ce la farò a riorganizzare tutto nella mente, in questo momento cammino sospesa. Ringrazio che almeno non mi abbiano aggredita, perché poteva andare ancora peggio. Per me è un trauma, non faccio altro che piangere costantemente».




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