Ambiente

ruolo chiave per leader e aziende

Tra le diverse funzioni aziendali, una si distingue per la responsabilità su una risorsa immateriale ma preziosa: il tempo di chi guida l’azienda. Si tratta dell’Assistente di Direzione (o Executive Assistant), un ruolo che negli ultimi anni ha conosciuto una crescente valorizzazione sia sul piano professionale che economico. Michael Page riporta che nel 2025 un’Executive Assistant con più di dieci anni di esperienza può guadagnare oltre 50mila euro lordi annui. Il cambiamento non è solo retributivo ma anche culturale, e la cultura, si sa, passa anche attraverso il linguaggio: se in passato il termine “segretaria” era spesso associato a una percezione riduttiva, oggi questa professione gode di un riconoscimento molto più alto all’interno dell’organizzazione.

Domande di approfondimento generate da 24Ore AI

L’Assistente di Direzione può essere definita come “colei che traduce in azione il pensiero della persona che affianca”. Il verbo affiancare esprime anche graficamente il rapporto orizzontale tra le due figure. Pur in presenza di una chiara gerarchia, nell’organigramma la funzione dell’Executive Assistant è spesso rappresentata a fianco del responsabile, con una linea parallela che ne evidenzia la funzione di supporto strategico e operativo. Anche l’uso del femminile non è casuale: non ha di certo fini discriminatori ma riflette un dato oggettivo, dal momento che le principali ricerche riportano che il ruolo dell’Executive Assitant sia ricoperto per oltre il 90% da donne, configurandola come una delle professioni più “gendered” del mondo aziendale.

“Tradurre in azione il pensiero” significa sostenere la persona a livello operativo, così che possa concentrare le sue energie in attività di sviluppo, innovazione e strategia. Una metafora può descrivere bene questo concetto: se il Ceo rappresenta la testa dell’azienda, l’Assistente di Direzione è il suo collo. Una ricerca di Harvard Business Review ha rilevato che i professionisti spendono circa un terzo delle proprie giornate inviando e-mail. Affinché l’organizzazione funzioni, i leader devono liberare le proprie agende da impegni amministrativi di questo calibro e ricercare quella lucidità e serenità mentale indispensabile per ricoprire ruoli decisionali. L’Executive Assistant è custode di questo patrimonio intangibile e per valorizzarlo al meglio deve lavorare su tre fattori cruciali: relazione, fiducia e visione.

Relazione

L’Assistente di Direzione è un centro di connessioni: spesso è il punto di incontro tra il Ceo e gli altri stakeholder. È il suo biglietto da visita, tanto nella scrittura delle e-mail – dove comunica a suo nome – quanto nella vita aziendale, poiché in molti casi è colei che accoglie i visitatori in ufficio. Ciò le conferisce una responsabilità notevole, in quanto ogni suo comportamento riflette e plasma la reputazione di chi rappresenta.

La relazione avviene con stakeholder di qualsiasi categoria. In questo intreccio di connessioni deve attenersi a una regola d’oro: attribuire la stessa importanza a qualsiasi interlocutore. Mantenere dunque il medesimo grado di rispetto tanto nella relazione con il Ceo di una multinazionale quanto con il proprietario del ristorante in cui prenota i pranzi di lavoro.


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